domenica 19 maggio 2013

venerdì 17 maggio 2013

mercoledì 15 maggio 2013

Disguise


Portrait of an Eastern Screech Owl
(Photo and caption by Graham McGeorge/National Geographic Traveler Photo Contest)



domenica 12 maggio 2013

Ireland


I sat within a valley green
Sat there with my true love
My heart strove to choose between
My old love and the new love
The old for her, the new that made
Me think on Ireland dearly
While soft the wind blew down the glade
And shook the golden barley

 


Televisione







sabato 11 maggio 2013

Ah!



Vite insignificanti



Recentemente sono stato in ospedale per un trauma cranico, ci sono rimasto per 25 giorni, e quando sono uscito tre settimane fa mi sono accorto che, a uscire dall’ospedale, tutti i giorni ti succede qualcosa che non ti ricordavi più che succedeva, come fare la raccolta differenziata, o andare in cantina, o salire su un autobus affollato, o su uno non affollato, o comprare dei libri usati, o andare nel tuo negozio preferito a comprarti una camicia e un paio di pantaloni, o andare in una libreria in centro, a Bologna, e collegarsi al loro wi-fi e guardare la posta elettronica; quando esci dall’ospedale, ho pensato, che ci sei stato magari un po’, tipo 25 giorni, ti trovi come prima, appena un po’ più magro, e completamente privo di abitudini, e, sembra brutto da dire, ma ci son dei momenti che ti vien da pensare che è una fortuna, essere usciti dall’ospedale, non c’è un giorno uguale a un altro e ci son dei pomeriggi, come oggi pomeriggio, che dopo mangiato fai un pisolo e ti vien da pensare «Che bravo, son stato, ho fatto anche un pisolo dopo mangiato». E siccome in ospedale ogni volta che facevo la cacca lo dicevo a un’infermiera («Ho fatto la cacca»), i primi giorni che son stato a casa, ogni volta che facevo la cacca, mi veniva da telefonare a qualcuno per dirglielo. E mi sono accorto di certe cose delle quali non mi ero mai accorto, per esempio che ogni tanto mi trovavo a cercare il cellulare, nelle varie tasche, come, tempo prima, cercavo le sigarette e l’accendino, nelle varie tasche, quando fumavo. E quando poi ho preparato i documenti per la dichiarazione dei redditi del 2012, «Forse mi sbaglio, – ho pensato, – ma mi sembra di essere definitivamente guarito». E ho avuto l’impressione, in queste tre settimane, che la mia vita, quel che facevo tutti i giorni, dal mattino quando mi svegliavo, alla notte quando andavo a dormire, fosse estremamente importante e probabilmente mi sbagliavo, perché io faccio una vita insignificante, ma, non so come dire, è uno di quegli sbagli che io vorrei continuare a sbagliarmi finché campo. 

(dal blog di Paolo Nori, sabato 11/05/2013)