venerdì 30 aprile 2021

Scarabeo d'oro

 

Lo scarabeo tartaruga d’oro è un insetto che si trova principalmente in alcune zone dell’Asia sud-orientale. Il nome deriva dal suo guscio, che assomiglia a quello di una tartaruga, ma che sembra essere decorato con un motivo dorato e trasparente che rende questo insetto estremamente scintillante. Le sue ali sono protette sotto questo guscio duro e il suo colore può variare a seconda dell’idratazione dell’insetto e della stagione dell’anno.

 


 

 

 

 

giovedì 29 aprile 2021

Imparare a guardare

 

L'uomo deve rendersi conto che occupa nel creato uno spazio infinitamente piccolo e che nessuna delle sue invenzioni estetiche può competere con un minerale, un insetto o un fiore. Un uccello, uno scarabeo o una farfalla meritano la stessa fervida attenzione di un quadro di Tiziano o del Tintoretto, ma noi abbiamo dimenticato come guardare.
Claude Lévi-Strauss

 


 

 



martedì 27 aprile 2021

Matematica

 

In matematica non sono brava.
Perdo il conto delle foglie dei rami
e per le stelle ogni volta ricomincio da capo.
Non riesco a misurare il salto delle cavallette
e non so la formula per il perimetro delle nuvole.
Il calcolo di quanta neve sia caduta mi sfugge
e anche di quanta ne possa reggere un filo d’erba.
La somma dei passi per arrivare al mare non mi riesce
e mi chiedo se per il ritorno devo fare una sottrazione.
Ho diviso il numero dei semi per i frutti
il risultato è una nuova foresta e ne avanza qualcuno.
Se moltiplico le giornate di sole per quelle di pioggia
ottengo più di sette stagioni e non so quante settimane.
La matematica mi confonde. Come misura del mondo è strana.
Per quanti conti si facciano qualcosa non torna mai pari.
Due finestre fanno una vista? quattro muri sono una casa?
Noi siamo i nostri centimetri, chili, litri? quanto pesa un segreto?
quanto misura una risata? e l’area del cuore come si calcola? 

Azzurra D’agostino, La misura del mondo

 



 

 

Tombe

 

A Parigi e, precisamente a Sainte Genevieve, nel cimitero ortodosso, si trova la splendida tomba del grande Rudolf Nureyev, una vera e propria opera d’arte. Il sepolcro sembra essere ricoperto da un bellissimo tappeto kilim kazako, ma in realtà si tratta di un meraviglioso mosaico. L’opera venne progettata dallo scenografo italiano Ezio Frigerio e realizzata dai mosaicisti ravennati dello studio Akomena. Vennero messe in opera migliaia di tessere di colori diversi: rosso in venti tonalità, oro in dieci tonalità, bianco, azzurro. L’effetto ottenuto è straordinario: il kilim, in cui spesso Nureyev amava avvolgersi, sembra reale e le sue pieghe conferiscono morbidezza al monumento. 

 

 

 

 

 

domenica 25 aprile 2021

sabato 24 aprile 2021

venerdì 23 aprile 2021

Internationalists

 

Per noi non vi sono stranieri. Noi vogliamo che tutti gli uomini, qualunque sia il loro luogo di nascita, qualunque sia il ceppo etnico da cui derivano, qualunque la lingua che parlano, si considerino come fratelli e si aggruppino liberamente e cooperino insieme per il maggiore benessere, la maggiore libertà, la maggiore civiltà di tutti. Se di stranieri vuol parlarsi, allora per noi lo straniero non è colui che è nato al di là di una frontiera e parla una lingua diversa, o ha la pelle di diverso colore; lo straniero, il nemico, è l'oppressore, è lo sfruttatore, è chiunque, in qualunque paese, sottomette a sé un altr'uomo.

Errico Malatesta



 







Paese che vai

 

 

 


 

 

 

giovedì 22 aprile 2021

Essere uomo

 

L'uomo tende sempre più a detenere il monopolio del dramma e della sofferenza del mondo. […] coloro che sanno cosa significa essere uomo cercano di diventare tutto tranne questo. Se fosse possibile, mi trasformerei ogni giorno in una forma diversa di vita animale o vegetale. Sarei, di volta in volta, tutte le varietà di fiori, sarei malerba, spina, rosa o albero equatoriale dai rami contorti, alga sballotata dalle onde o arbusto di montagna in balia dei venti; oppure sarei un uccello dal canto melodioso o un predatore dal verso stridulo, migratore o stanziale, una bestia delle foreste o un animale domestico. Vivrei ogni specie con una frenesia selvaggia e incosciente, percorrerei tutta la sfera della natura, muterei forma con la levità di una grazia ingenua, senza ostentazione, come in un processo naturale. Come vagherei tra nidi o grotte, deserti montani e marini, colline o pianure! Solo questa avventura cosmica, vissuta nell'intima sostanza dell'esistenza, seguendo l'arabesco delle forme vitali e il pittoresco ingenuo delle piante, potrebbe risvegliare in me la voglia di ridiventare uomo.

Emil Cioran

 


 

 

 

martedì 20 aprile 2021

Panchine

 

C’è chi cerca un palcoscenico, chi un ponte di comando, chi un piedistallo. Poi c’è chi vorrebbe solo una panchina, per fermarsi a respirare e guardare un filo d’erba che cresce.

Fabrizio Caramagna 

 


 



Vita da gatto

 

I gatti non pianificano l’esistenza: la prendono come viene. Gli uomini, invece non possono fare a meno di trasformare la loro vita in una storia. Siccome però non sanno come andrà a finire, la vita stessa scombussola la storia che cercano di raccontare.
Vivere come un gatto significa non desiderare altro che l’esistenza che si conduce

       John Gray, Filosofia felina. I gatti e il significato dell'esistenza

 


 

 

 


Cloud

 


 

 

 

 

venerdì 16 aprile 2021

Tempo per leggere

 

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Se dovessimo considerare l'amore tenendo conto dei nostri impegni, chi mai si arrischierebbe? Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare? Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva. La lettura non ha niente a che fare con l'organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l'amore, un modo di essere. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d'altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore.

Daniel Pennac,  Come un romanzo

 



 

 
 

giovedì 15 aprile 2021

Felinità

 

Gli uomini sono uomini, i gatti sono gatti. La differenza è che, mentre i gatti non hanno nulla da imparare da noi, noi possiamo imparare da loro ad alleggerire il peso che accompagna la condizione umana.

   John Gray, Filosofia felina. I gatti e il significato dell'esistenza

 





Marilyn

 


 

 

 

Reading

 

 


 

 

 

In the name of beauty

  







lunedì 12 aprile 2021

Tvb

 

 






Pareti


I libri, o quello che scrivo, sono come quello in cui dimoro. A volte mi sembra che i singoli capitoli di un libro siano come le singole stanze di questa casa. Le pareti vivono, no? Così le pagine sono come le pareti, e questo basta. Bisogna solo guardarle intensamente. Quando si guarda una parete bianca, ci si può accertare che non è bianca, non è spoglia. Quando si è soli, e da tempo ci si è abituati a essere soli, ci si è educati a essere soli, si scoprono ovunque sempre più cose là dove per gli uomini normali non c’è nulla. Sulla parete si scoprono crepe, piccole fessure, irregolarità, insetti. C’è un movimento inaudito sulle pareti. Difatti parete e pagina del libro sono del tutto identiche. Visto da quelli che stanno fuori il mio modo di vivere è monotono. Tutti quelli che mi stanno intorno vivono una vita molto più eccitante o, se non più eccitante, almeno più interessante…

Thomas Bernhard, Tre giorni






At home

 

 




domenica 11 aprile 2021

Male di vivere

 

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Eugenio Montale 

 


 

 

 

giovedì 8 aprile 2021

Bon ton



  



The end

 

Accadde in un teatro che le quinte presero fuoco. Il buffone usci per avvisare il pubblico, credettero che fosse uno scherzo e applaudirono. Egli ripeté l’avviso essi esultarono ancora di più. Così mi figuro la fine del mondo: perirà fra l’esultanza generale degli spiritosi che crederanno si tratti di uno scherzo.

Søren Kierkegaard 

 


 

 

mercoledì 7 aprile 2021

martedì 6 aprile 2021

Corpo celeste

 

So questo. Che la Terra è un corpo celeste, che la vita che vi si espande da tempi immemorabili è prima dell’uomo, prima ancora della cultura, e chiede di continuare a essere, e a essere amata, come l’uomo chiede di continuare a essere, e a essere accettato, anche se non immediatamente capito e soprattutto non utile. Tutto è uomo. Io sono dalla parte di quanti credono nell’assoluta santità di un albero e di una bestia, nel diritto dell’albero, della bestia, di vivere serenamente, rispettati, tutto il loro tempo. Sono dalla parte della voce increata che si libera in ogni essere, e della dignità di ogni essere – al di là di tutte le barriere – e sono per il rispetto e l’amore che si deve loro.

C’è un mondo vecchio, fondato sullo sfruttamento della natura madre, sul disordine della natura umana, sulla certezza che di sacro non vi sia nulla. Io rispondo che tutto è divino e intoccabile: e più sacri di ogni cosa sono le sorgenti, le nubi, i boschi e i loro piccoli abitanti. E l’uomo non può trasformare questo splendore in scatolame e merce, ma deve vivere e essere felice con altri sistemi d’intelligenza e di pace, accanto a queste forze celesti. Che queste sono le guerre perdute per pura cupidigia: i paesi senza più boschi e torrenti, e le città senza più bambini amati e vecchi sereni, e donne al di sopra dell’utile. […] Vivere non significa consumare, e il corpo umano non è un luogo di privilegi.

Tutto è corpo, e ogni corpo deve assolvere un dovere, se non vuole essere nullificato; deve avere una finalità, che si manifesta nell’obbedienza alle grandi leggi del respiro personale, e del respiro di tutti gli altri viventi. E queste leggi, che sono la solidarietà con tutta la vita vivente, non possono essere trascurate. Noi, oggi, temiamo la guerra e l’atomica. Ma chi perde ogni giorno il suo respiro e la sua felicità, per consentire alle grandi maggioranze umane un estremo abuso di respiro e di felicità fondati sulla distruzione planetaria dei muti e dei deboli – che sono tutte le altre specie – può forse temere la fine di tutto?

Quando la pace e il diritto non saranno solo per una parte dei viventi, e non vorranno dire solo la felicità e il diritto di una parte, e il consumo spietato di tutto il resto, solo allora, quando anche la pace del fiume e dell’uccello sarà possibile, saranno possibili, facili come un sorriso, anche la pace e la vera sicurezza dell’uomo.

Anna Maria Ortese, Corpo celeste

 


 

 

 

Solar system

 


 

 

 

 

lunedì 5 aprile 2021

Incanto

 

Il mio mondo è il mio mondo
non posso aprirlo davanti a voi

E se anche descrivessi
le statue dei dodici mesi
celate nel fìtto verde

ognuno di voi vedrebbe
un verde diverso
una statua diversa
e non questo verde

E se descrivessi la mia tristezza
apparirebbe ridicola
e infantile

perché la mia tristezza
è piena d’incanto

come un giardino verde
in inverno

Jarosław Iwaszkiewicz, Un giardino verde in inverno

 




sabato 3 aprile 2021

Unintended

 

 

 

 

 

Il mondo fa paura

 

Il mondo fa paura
ma in esso nuotano
in un immenso acquario
betulle, volpi,
torrenti di fiori,
strade di campagna
e case di legno.
E ancora i concerti di Brahms
e i valzer di Chopin

Jaroslaw Iwaszkiewicz

 


 

 

Tradizioni

 


 

 

 

 

giovedì 1 aprile 2021

Up

 

Ti svegli col terrore
Senza un vero motivo.
La luce del mattino filtra dalla finestra,
con i cinguettio degli uccelli
non riesci a scendere dal letto.

C'è qualcosa nelle lenzuola gualcite
che sporgono dai bordi come foglie
di giungla, le pantofole di spugna
aprono le scure fauci rosa per i tuoi piedi,
la colazione invisibile - ce n'è un pò
nel frigorifero che non ti azzardi
ad aprire - che non ti azzarderai a mangiare.

Cosa te lo impedisce? Il futuro. Il tempo futuro,
immenso come il firmamento.
Ti ci potresti perdere.
No. Non è così semplice. Il passato, la sua densità
e avvenimenti annegati che ti spingono giù,
come acqua del mare, come gelatina
che ti riempie i polmoni invece dell'aria.

Ma lascia perdere, alziamoci.
Prova a muovere il braccio.
Prova a muovere la testa.
Fa' finta che la casa sia in fiamme
e che se non fuggi bruci.
No, non serve a nulla.
Non ha mai funzionato.

Da dove arriva, questa eco,
questo enorme No che ti circonda,
silenzioso come le pieghe delle tende gialle
muto come il vivace

vaso messicano col suo carico
di fiori mummificati?
(Li hai scelti tu i colori solari,
non i toni secchi, neutri, dell'ombra.
Dio sa se ci hai provato).

Eccone una buona:
sdraiata sul letto di morte.
Ti resta un'ora da vivere.
Chi è, di preciso, colui che hai avuto bisogno
di perdonare, tutti questi anni?

Margaret Atwood, Su