domenica 17 aprile 2016
Anima pura
Lei
aveva tasche troppo strette
e otto, nove, dieci modi di vivere,
forse aveva un cuore troppo grande
e otto, nove, dieci modi di vivere,
forse aveva un cuore troppo grande
e
una strana maniera di sorridere
"Lupo"
è una persona che conosco. Fa l'impresario ed io l'ho conosciuto ai
tempi in cui giravo con "Racconto", con Cocciante e
Venditti... "Lupo" era separato dalla moglie e aveva una
figlia di quindici anni, che lui non vedeva da dieci perchè stava
con la madre, però era convinto che fosse una bella figlia e parlava
sempre di lei, e diceva sempre: "Te lo giuro sulla mia bambina".
E una volta a pranzo mi raccontò che Salvatore Quasimodo, che era
suo amico, gli aveva regalato un libro dedicandoglielo in questo
modo: "A Lupo, anima pura, perchè non giuri più sulla sua
bambina"
(F.
De Gregori)
Murales
"Cattura
di Cristo", il nuovo murales di Andrea Ravo Mattoni
Chiunque
attraversi viale Belforte a Varese, all'altezza della strada che
porta a un ipermercato, potrà ammirare uno splendido dipinto di
Caravaggio del 1602. Si
tratta di
una straordinaria riproduzione realizzata con bombolette spray dallo
street artist Andrea Ravo Mattoni. Al tempo stesso un'opera d'arte e
un omaggio a Caravaggio, e
contiene una scritta segreta: We
will all be forgotten.
La
scritta, quasi nascosta, si vede in controluce: «Macrocosmo e
microcosmo, tutto verrà dimenticato. E’ una scritta che per me ha
una valenza positiva e rassicurante. Mette
l’uomo nella condizione di avere l’opportunità di non dover per
forza essere qualcuno o fare qualcosa. E’
un annullamento dell’ego, siamo una società estremamente
egocentrica che ti mette nella condizione di dover continuare a
dimostrare continuamente qualcosa. Ricordare che tutto verrà
dimenticato, in questo senso, può essere rassicurante».
sabato 16 aprile 2016
Animalesca laboriosità
Il
corno da caccia di Münchausen era più bello di una voce conservata
in scatola, lo stivale delle sette leghe era più bello
dell'automobile, il regno di re Laurin era più bello d'una galleria
ferroviaria, la magica radice della mandragora era più bella d'un
fotogramma, mangiare il cuore della propria madre e capire il
linguaggio dei passeri era più bello di uno studio zoopsicologico
sulle modulazioni espressive e affettive nella voce degli uccelli.
Noi abbiamo conquistato la realtà e perduto il sogno. Non stiamo più
sdraiati sotto un albero a contemplare il cielo attraverso le dita
dei piedi, ma lavoriamo e fatichiamo; d'altronde non si può starsene
trasognati a stomaco vuoto, se si vuole essere gente di polso:
bisogna muoversi e mangiare bistecche. È precisamente come se la
vecchia inetta umanità si fosse addormentata su un formicaio; e la
nuova svegliandosi si è trovata le formiche nel sangue, sicché da
allora è costretta a compiere i moti più violenti senza potersi
liberare da quella sordida smania di animalesca laboriosità.
Robert
Musil, L'uomo senza qualità
domenica 10 aprile 2016
venerdì 1 aprile 2016
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