martedì 9 aprile 2013
domenica 7 aprile 2013
Hanami
Hanami (da hana= fiori e mi=
vedere) è il tradizionale
evento giapponese che consiste nel celebrare e godere della bellezza dei fiori,
soprattutto i fiori di ciliegio (Sakura),
osservandone il loro fiorire nelle belle giornate di primavera. Da metà gennaio
ad inizio di maggio i Sakura fioriscono in tutto il Giappone e ad aprile in
piena fioritura comincia questo magnifico evento. Lo sbocciare delle prime gemme viene previsto
dall’Agenzia Meteorologica Giapponese che studia il clima e la nascita dei
primi boccioli permettendo così di determinare la data esatta della fioritura.
In questo modo chiunque può prepararsi per tempo per l’occasione progettando
serate all’aperto.
Il fiore del Ciliegio, la sua
delicatezza, la brevità della sua esistenza sono per i giapponesi il simbolo
della fragilità, ma anche della rinascita, della bellezza dell'esistenza.
venerdì 5 aprile 2013
Medici
"Io mi ostino a voler fare il
mio lavoro, medico e chirurgo. Mi occupo giornalmente di sanità e medicina. Se
qualcuno venisse a propormi di fare il ministro della Sanità, risponderei che
il mio programma è molto semplice: faccio una sanità d'eccellenza, spendendo la
metà di quello che si spende oggi, eliminando il conflitto di interesse
introdotto nella mia professione dalla casta politica: il pagamento a
prestazione.
Il nostro sistema sanitario era uno dei migliori al mondo, la
casta, con la complicità dei medici, lo ha rovinato. L'interesse del medico è
che la gente stia male, per fare più prestazioni. Ma nove milioni di persone
non hanno più accesso alla sanità. Io eliminerei tutto questo. Ecco perché
nessuno mi ha mai chiesto di fare il ministro della Sanità".
(..) siccome io sono per il fare, a me piacerebbe in futuro, e questo è nel nostro programma, se troviamo sensibilità e collaborazione da parte delle istituzioni, aprire anche in Italia il primo ospedale di Emergency, per far rivedere agli italiani, dopo 30 anni, che cos'è un ospedale, non una fottuta azienda. La sanità è uno scandalo pubblico".
(..) siccome io sono per il fare, a me piacerebbe in futuro, e questo è nel nostro programma, se troviamo sensibilità e collaborazione da parte delle istituzioni, aprire anche in Italia il primo ospedale di Emergency, per far rivedere agli italiani, dopo 30 anni, che cos'è un ospedale, non una fottuta azienda. La sanità è uno scandalo pubblico".
(Gino Strada)
mercoledì 3 aprile 2013
Mente e linguaggio
Anche considerando le cose
nel modo migliore, una mente racchiusa nel linguaggio è in prigione. Il suo
limite è la quantità di relazioni che le parole possono rendere presenti
contemporaneamente alla sua mente. Resta ignorante dei pensieri che implicano
la combinazione di un maggior numero di relazioni; questi pensieri sono fuori
del linguaggio, non formulabili, benché siano perfettamente rigorosi e chiari e
benché ciascuna delle relazioni che li compone sia esprimibile con parole
perfettamente precise. Così la mente si muove in uno spazio chiuso di verità
parziali, che del resto può essere più o meno grande senza poter mai gettare
uno sguardo su ciò che è fuori.
Se una mente prigioniera
ignora la propria prigionia vive nell’errore. Se l’ha riconosciuta, sia pure
per un decimo di secondo, e se si è affrettata a dimenticarla per non soffrire,
vive nella menzogna. Uomini dall’intelligenza estremamente brillante possono
nascere, vivere e morire nell’errore e nella menzogna. In questi l’intelligenza
non è un bene e neanche un vantaggio. La differenza tra uomini più o meno
intelligenti è come la differenza tra criminali e condannati a vita alla galera
le cui celle siano più o meno grandi. Un uomo intelligente ed orgoglioso della
sua intelligenza assomiglia ad un condannato orgoglioso di avere una cella
grande. Una mente che sente la propria prigionia vorrebbe dissimularla. Ma se
ha orrore della menzogna, non lo farà. Dovrà allora soffrire molto. Batterà la
testa contro la muraglia fino allo svenimento; si sveglierà, guarderà la
muraglia con timore, poi un giorno ricomincerà e sverrà di nuovo e così di
seguito, senza fine, senza alcuna speranza. Un giorno si sveglierà dall’altra
parte del muro. Forse è ancora prigioniero, in una cornice soltanto più
spaziosa. Che importa? Ormai possiede la chiave, il segreto che fa cadere tutti
i muri. È al di là che ciò che gli
uomini chiamano intelligenza, dove comincia la saggezza.
Simone Weil, La
Persona e il Sacro
martedì 2 aprile 2013
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