sabato 14 settembre 2013
giovedì 12 settembre 2013
sabato 7 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
Regalami libri
Per
Izet Sarajlic
Regalami libri
che finiscano bene
in mancanza di romanzi
anche poesie
in mancanza di poesie
magari anche una strofa
in mancanza di una strofa
anche un unico verso.
Regalami un amore
che finisca bene
il vostro è fuggito
lasciando aperta la porta
ai suoi fantasmi
Tristano e Isotta
Romeo e Giulietta
Henry e Yvonne
papà e mamma
per sempre uniti
per sempre separati.
Da quarant'anni
provo a scrivere una vita
che finisca bene
da quarant'anni
sono morto quaranta volte
e nato quarantuno
da quarant'anni
porto le cicatrici di separazioni
mi sveglio la notte
in mezzo a una ferita
che lascia ciascuno
dall'altro lato del sangue.
Regalami libri
che finiscano bene
L'isola del tesoro
ma non Il dottor Jekyll e mister Hyde
L'ammutinamento
dell'Elsinore
ma non Vent'anni dopo
ma non Madame Bovary
non Il rosso e il nero
non, come dice il suo titolo,
Le Illusioni perdute
Le avventure del
capitano Hornblower
ma non Moby Dick
Via dalla pazza folla
ma non Giuda l'oscuro
né parecchi capolavori del ventesimo
secolo
i Vangeli
ma non l'eroe dei Vangeli
né parecchie vite del ventesimo secolo.
Lascia la pagina al suo candore
attraversala
senza scriverla
non impegnarti in un verso
di cui ti pentiresti
che a piede fermo
ucciderebbe gli altri.
Lascia questa donna al suo sguardo
Non aprire
una storia che finirà male
un giorno
lei morirà
ti abbandonerà
ti lascerà solo
davanti all'immensa nostalgia
dell'attimo
prima dell'incontro
quando era possibile
vivere una storia
che sarebbe finita bene
che non sarebbe finita affatto
come questo verso di Gérald Neveu
la bagnante scivola via
parallela al desiderio
come quest'altro di Mallarmé
il trasparente
ghiacciaio dei voli non fuggiti
Non so nuotare
ma la seguo
non comprendo il verso di Mallarmé
ma lo sento
come ho sentito
corre voce che si possa essere felici
e l'ho seguita.
Regalami una poesia
che non comincia
e non finisce
Regalami una poesia.
(Yvon Le Men)
mercoledì 4 settembre 2013
L'abitudine
Anni
fa mi sono detta: «Non esiste la vecchiaia; c’è soltanto la tristezza». Col
passare del tempo ho imparato che, sebbene questo sia vero, non lo è del tutto.
Anche l’abitudine contribuisce a far diventare vecchi; il processo mortale di
fare la stessa cosa allo stesso modo alla stessa ora giorno dopo giorno, prima
per trascuratezza, poi per inclinazione, e infine per codardia o inerzia.
Fortunatamente, la vita incongruente non è l’unica alternativa; infatti il
capriccio è dannoso come la routine. L’abitudine è necessaria; è l’abitudine di
avere delle abitudini, di fare di una traccia un solco, che è necessario
combattere, se si vuole rimanere vivi.
Edith Wharton, Uno
sguardo indietro
lunedì 2 settembre 2013
domenica 1 settembre 2013
Effimero
If I live too long
I will sing too many songs
If I die today
You will love me anyway
I could be brave, suddenly
Coming of age, suddenly
There are some words better said
silently
Wake into sleep, suddenly
Shallow to deep, suddenly
You may love me
We will die anyway
I will sing too many songs
If I die today
You will love me anyway
I could be brave, suddenly
Coming of age, suddenly
There are some words better said
silently
Wake into sleep, suddenly
Shallow to deep, suddenly
You may love me
We will die anyway
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