lunedì 9 gennaio 2017

Misure




Normalmente si misura la tenuta di un ponte a partire dalla solidità del suo pilastro più piccolo. La qualità umana di una società dovrebbe essere misurata a partire dalla qualità della vita dei più deboli tra i suoi membri. E poiché l'essenza di ogni morale è data dalla responsabilità nei confronti dell'umanità degli altri, questa è anche l'unità di misura degli standard morali di una società. È questo, a mio avviso, l'unico tipo di misura che un sistema di welfare si possa permettere, ma è anche l'unico di cui abbia davvero bisogno. È una misura che può non bastare a garantirgli il sostegno sociale dal quale dipende la sua sopravvivenza; ma è anche l'unico tipo di misura che parli, in modo perentorio e privo di ambiguità, a favore del welfare state.

Zygmunt Bauman

 
 Poznań, 19 novembre 1925 – Leeds, 9 gennaio 2017






domenica 8 gennaio 2017

Break free




Uno studente di cinema moldavo di 26 anni, Eugen Merher, ha ideato e prodotto uno spot di un minuto e mezzo per una possibile nuova campagna pubblicitaria della celebre marca sportiva Adidas. Quando ha deciso di proporlo al reparto pubblicitario di Adidas, Merher non ha ricevuto alcuna risposta dai creativi, che non hanno preso in considerazione la sua proposta.
Il video viene pubblicato in rete e conquista il web. Oggi ha quasi 500mila visualizzazioni su YouTube. Tutta pubblicità indiretta per la Adidas, che non sa apprezzare i giovani talenti ma ne usufruisce nonostante tutto






The power of introverts












White














mercoledì 4 gennaio 2017

Alfabeto





Il primo giorno di scuola, il maestro ha appoggiato sulla cattedra una scatola di legno. Poi ha sollevato il coperchio, ci ha guardato dentro, e una dopo l’altra ha cominciato a tirare fuori le lettere dell’alfabeto. Erano pezzi di legno colorati, ciascuno con una sua forma. Senza respirare, abbiamo lasciato i banchi e siamo scivolati verso di lui, come limature di ferro richiamate dalla calamita. In pochi minuti eravamo raccolti intorno alla cattedra. Quando ha estratto l’ultima lettera – era la G e il maestro l’ha lasciata insieme alle altre sulla fòrmica del tavolo – ci ha chiesto di fare silenzio. Quindi ci ha spiegato che le lettere dell’alfabeto sono ventuno. Possono sembrare poche, ha detto, ma con queste lettere, d’ora in poi dovrete fare tutto. Con ventuno lettere – ha detto prendendole tutte nelle mani e poi passandole sotto i nostri nasi – si può costruire e distruggere il mondo, nascere e morire, amare, soffrire, minacciare, aiutare, chiedere, ordinare, supplicare, consolare, ridere, domandare, vendicarsi, accarezzare.






martedì 3 gennaio 2017

lunedì 2 gennaio 2017