venerdì 15 luglio 2022

Congedo

 

L’uomo più saggio che ho conosciuto in tutta la mia vita non sapeva leggere né scrivere. […]
Questo è stato mio nonno Jerónimo, pastore e narratore di storie, che al presentire che la morte lo stava venendo a prendere è andato a congedarsi dagli alberi del suo podere, uno a uno, abbracciandoli e piangendo perché sapeva che non li avrebbe più rivisti.


José Saramago






domenica 10 luglio 2022

Squarci

 

Ci saranno squarci nello spazio

che diano su un’altra parte…

F. Pessoa 

 


 

 

 

 

Quello che rimane

 

Quello che rimane del tuo tragico furore

è una lingua da sgrassare, è il tanfo del tuo cuore

questa sera non cercarmi, da domani io cancellerò il tuo nome.

Non m'importa che farai, se scoppierai qui fuori

e non dimenticare mai che saremo sempre soli

tu al guinzaglio del tuo cane e io steso in un tuo libro

come un fiore.

Tieneme stritto comme se

fosse d' 'a carna toja

Ma i' che teng' 'a vedé

si pe' tte i' me more.

Tieneme dint' 'e bracce toje

pe' chesta notte ancora

e famme cunsumà

fino a che po' me more

 






Sfusa felicità


Questa sfusa felicità che assale
le facce al sole,
i gomiti e le giacche
– quante dolcezze
sparse nel mercato,
come son belli
gli uomini e le donne!
E vado dietro all’uno
e guardo l’altra,
sento il profumo
inseguo la sua traccia,
raggiungo il troppo
ma il troppo non mi abbraccia.
Patrizia Cavalli

 


 

 

mercoledì 6 luglio 2022

Sogni appesi

 

Non è ubriaco;

è un sognatore.

È attento all'inesistente;

forse ancora spera.

Fernando Pessoa 

  







domenica 3 luglio 2022

sabato 2 luglio 2022

Sabato


Era alla luce terribilmente sabato,

quel sole infimo che annunzia svogliatezze

mentre nella piazza fino a dentro le mie finestre

chiuse si muoveva il mercato prolungato.

L'ultima offerta e poi si chiude. Poi la festa

untuosa e il silenzio. Già si smontavano

i banchetti con la ferocia trasandata

della fine. Forse era possibile

una corsa per prendere qualcosa, forse

restava qualche cassetta ancora non riposta.

Ma non mi decidevo a quella corsa.

Quando scendevo era ormai tardi

tra i mucchi di foglie di carciofi

e i pomodori sfatti dove una vecchietta china

correva rapace alla riscossa di mezze mele

di peperoni buoni per tre quarti.

Ma io non cercavo frutta marcia o fresca,

io volevo soltanto la certezza

della settimana che finisce,

dell'occasione persa.

Patrizia Cavalli, Poesie per colazione-153