mercoledì 6 luglio 2016

martedì 5 luglio 2016

Arturo





Arturo, l’orso polare “più triste del mondo”, è morto a 31 anni dopo una lenta agonia che lo ha visto vivere per 23 anni in uno zoo, lo Zoo Mendoza, costretto in un recinto di cemento con una piccola piscina poco più profonda di una pozzanghera e temperature che arrivano a 40 gradi. Un caldo insopportabile per un animale che dovrebbe vivere al Polo Nord e appartenente ad una specie fortemente a rischio estinzione proprio a causa delle alte temperature provocate dal riscaldamento globale. Dopo la morte della sua compagna, alla sofferenza della prigionia si è sommata la solitudine, facendolo ammalare di depressione.






sabato 2 luglio 2016

La mia parte intollerante





Rap

 

... trovo molto interessante
la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante
tutta questa bella gente



Adesso, per chi ne magnificava le virtù, l’Italicum non va più bene. Per chi si dichiarava indisponibile a rimetterci mano, almeno qualche ritocchino, adesso, lo merita, non foss’altro per tentare un altro Nazareno. Né manca, sul fronte opposto, chi riteneva fosse la madre di tutte le possibili criptodittature, e adesso dice che ridiscuterne non è un problema prioritario, l’importante è altro, chessò, strappare a Paolo Mieli la sorpresa che nella cozza del M5S c’è quella perla di un Luigi Di Maio, oggi simpatico come lo era Daniele Capezzone fino a dieci anni fa.
Viene la voglia di un Dio spietato che li incenerisca tutti, boss e luogotenenti, gregari e leccaculo di complemento, ma, si sa, voglie del genere segnalano un malessere esistenziale di grado severo, quello del moralismo. Abbia il buon gusto, chi ne soffre, di non esibirlo, perché è vero che, come la psoriasi, non attacca, ma in società crea il panico del contagio più della rogna. Poi, diciamocela tutta, pretendere che il prossimo nostro abbia sempre un argomento decente per dimostrarci che non è l’uomo di merda che palesemente sembra – sensu stricto – è violenza.
Dissimulare, dissimulare, coprire la chiazza cutanea con la cipria di una soffice ironia, dire che sono tutti eguali, e chi lo sembra meno, gratta gratta, è peggio, ma senza mostrare acredine, sfoggiando il sorriso consigliato a pag. 23 del Vademecum del perfetto uomo di mondo, quello di chi ha visto tutto, e non si scandalizza più di niente, anzi trova tutto molto divertente. 





Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi…
Io sono molto calmo ma nella mente
ho un virus latente incline ad azioni violente.
Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo "Me ne fotto" ,
perché non dicono "Io mi interesso"?





 

mercoledì 29 giugno 2016

This moment





Un quartiere,
all’imbrunire.
Le cose si preparano
a succedere
lontano dagli occhi.
Stelle e falene.
E bucce che pendono dai frutti.
Ma non ancora.

Un albero è nero.
Una finestra è gialla come il burro.
Una donna si china a prendere una bimba
che le è corsa tra le braccia
in questo momento.

Le stelle salgono in cielo.
Le falene sfarfallano.
Le mele maturano al buio

 Eavan Boland





 

martedì 28 giugno 2016

Isole / 3




Arriva un mattino improvviso una luce strana che entra da una finestra, 

e sotto è sparito il cortile, c'è un'isola verde che tinge gli occhi di festa…. 

Mi chiamano pazzo perché ho sempre in mente di andarmene dalla città, 

di andarmene a vivere là, nell'isola verde della mia felicità...
(Claudio Lolli, L'isola verde)




domenica 26 giugno 2016

The in-between hour




E’ questa l’ora che amo: l’ora intermedia
né di qui né di là della sera.
L’aria in giardino ha il colore del tè.
E’ questo il momento in cui lavoro meglio,
salgo le scale in due stati d’animo,
in due mondi, portando stoffa o vetro,
lasciando giù qualcosa, prendendo con me qualcosa che avrei dovuto lasciare giù.
L’ora del cambiamento, della metamorfosi,
delle instabilità che mutano forma.

Eavan Boland , L'eco del silenzio

  
This is the hour I love: the in-between,
neither here-nor-there hour of evening…





Stella in blu