domenica 11 luglio 2021

Casetta

 

A volte penso

a una casetta bianca

con l’asciutto di un portico

e l’ombra di un olivo.

Dentro c’è una tavola

con un orcio di acqua fresca

e una finestra

dove ci batte il sole.

Io vorrei star fermo lì

in quell’aria queta

e sentire il tempo

come cammina. 

Nino Pedretti, La casettina bianca

 


 

 

 

 

Fondo clero

 


 

 

 

venerdì 9 luglio 2021

Metafore

 

Che ne sa delle metafore, giovanotto?”

Ma... quello che sanno tutti.”

Eccellente risposta. La gente non sa niente delle metafore. È una parola che si vende bene, perché ha un portamento fiero. 'Metafora': l'ultimo degli ignoranti percepisce che viene dal greco. Una raffinatezza incredibile, queste etimologie fasulle, veramente, quando si conosce la spaventosa polisemia della preposizione metá e la neutralità buona per tutte le stagioni del verbo phéro, per essere in buona fede, bisognerebbe concludere che la parola 'metafora' significa qualunque cosa. D'altronde, a sentire l'uso che se ne fa, si arriva a conclusioni identiche.

Che intende dire?”

Quello che ho detto, esattamente. Non mi esprimo per metafore, io.” 

Amélie Nothomb, Igiene dell'assassino






Whose army

 

Stanotte hai pianto nel sonno,

hai sognato i tuoi bambini

in una città lontana.

Ti sei alzato la mattina:

eccoti nella divisa,

con l’elmo e il mitra a tracolla.

Sei andato a bruciare vivi

i bambini degli altri.

Anna Świrszczyńska, Un soldato tedesco








Rescue

 




martedì 6 luglio 2021

Seek up

 

Sometimes I feel like I'm falling

Fall back again, fall back again

Fall back again, fall back again

Oh, life it seems a struggle between

What we see, what we do

I'm not going to change my ways

Just to please you or appease you







lunedì 5 luglio 2021

Dolore

 

Davanti al dolore fisico, tutti gli animali sono uguali. Anche l'uomo è un animale, e il suo dolore e la sua paura valgono quelli di altri animali, e, oppresso o torturato, non può suscitare che un desiderio e un imperativo immediato: il soccorso. Ma, stabilito questo, resta la domanda: perché mai il dolore umano viene sempre considerato ingiusto, un male da eliminare, una specie di vergogna che impegna la società a combatterlo con tutte le sue forze, mentre poi, costantemente, il dolore animale, anche il più terribile, è accettato come una fatalità, non solo, ma, se deve procurare qualche nuovo beneficio all'uomo, è una fatalità benedetta? Perché questa differenza tra corpi viventi che, se tormentati o straziati, soffrono ugualmente? Soffrono atrocemente e infinitamente?

Anna Maria Ortese, Le piccole persone