mercoledì 1 dicembre 2021

Cuore eremita

 

Gli altri sono troppi, per me.
Ho un cuore eremita.
Sono impastata di silenzio e di vento.
Sono antica.
Mi pento ogni volta che vado
lontano dal mio stare lento
nelle velocità della sera,
nelle auto schizzate di pianto.
Col loro buio abitacolo.
E se sfreccio a volte
sulla modesta moto, è per cantare
a gola stesa l’ultimo del paradiso
fare il mio guizzo pericoloso
con tutto quel vento nel petto
seminare parole beate
nel panorama nervoso.

Mariangela Gualtieri






Natale

 


 

 

 

 

martedì 30 novembre 2021

lunedì 29 novembre 2021

Inverno

 

Verrà l’inverno, la più metafisica delle stagioni. La più propizia all’immaginazione e alle amicizie. La terra si fa bruna, i rami si fanno neri, le erbe e le stoppie, tutto un mondo piegherà le vertebre al sonno. Soltanto il vento taglierà le nuvole. Nevicherà, se farà abbastanza freddo: allora la terra e il cielo si confonderanno, la neve cancellerà siepi e muretti, i confini delle villette qua attorno. Dentro gli appartamenti c’è già chi si affiderà alle paraboliche per essere ancora più solo, io mi affiderò alle parole per raffigurare il suono della neve. Fra tutte, sceglierò le lettere più morbide – la lettera a, la lettera e, la lettera o, la elle la emme la enne – e le parole che ne siano più ricche; cercherò di disporle con cura, in giaciture che ricordino le sinuosità distese di una donna in penombra, poi, scostando le tende della finestra più ampia, confronterò il bianco del foglio col bianco dell’inverno e forse, nel farlo, mi commuoverò, perché commuoversi non significa piangere, ma muoversi insieme alle cose, averne il medesimo ritmo, il medesimo passo, il medesimo polso; forse lascerò lo sguardo andare nella neve, lo lascerò libero nel bianco, con la disposizione dell’amante che si lascia annientare dalle carezze di chi è amato; un piede, un nuovo piede nella neve e l’orma si farà ombra e tutto, per un istante, sarà dimenticato, alle mie spalle il primo – l’imo – lampo di carbonio che ci precipitò alla terra, nudi.

P. Cappello, Il dio del mare. Prose e interventi 1998-2006






sabato 27 novembre 2021

Komorebi

 

La parola Komorebi significa luce che filtra tra le foglie degli alberi.

Komorebi è composta da tre parole:

ki, albero,

漏れ more, da 漏れる moreru, perdere, gocciolare,

hi, sole, giorno

Il termine Komorebi esprime anche uno stato d’animo ben preciso: il raggio di luce che filtra dalle foglie indica un momento in cui l’anima è permeata dalla pace e dalla rinascita.

 



 

 




Illusion

 

 



 

 

 

venerdì 26 novembre 2021

Grave-diggers song

 

Crawling back to the sea of Dostoevsky...

Put a shell to your ear and you might hear

the sound of me

It´s a grave-digger´s song

in Assassin´s bay