mercoledì 12 maggio 2021

sabato 8 maggio 2021

Fragilità

 

Bisogna sentirsi fragili, essere scolpiti dal vento, per ritrovarsi creature sperdute, cariche di malinconia a tal punto da sospirare ad ogni passo, per ogni dito della mano, per ogni stagione trascorsa. Ma la fragilità ti apre sentieri, pensieri taciuti per troppo tempo. È nel sentiero delle cose fragili che basta un colpo di vento per imparare a volare come soffioni che, come anime bianche, come sussurri, aleggiano nell’aria. Volare lontani, fragili, per farsi forti radici, farsi sguardi negli infiniti universi. E ci si ritrova soli a navigare fra le piccole anime dei soffioni che ci indicheranno il sentiero delle cose fragili. Era ora, esser belli, eroi fragili che si fanno semi per le magnolie, per gli ippocastani, per quel mandorlo piantato per il primo figlio, che in primavera esplode di bianchi fiori che come neve cadono lievi, lievi sulla terra umida. E allora, solo allora, esser fragili vorrà dire essere primavera, essere pronti a rinascere più forti di prima.

Antonio Catalano, Discorsi inutili

 


 

 

 

venerdì 7 maggio 2021

Allevamenti

 

Qualche anno fa sono entrata in un allevamento di maiali. Era inverno e freddo, ma all’interno della struttura ci saranno stati più di 30 gradi. L’odore è stata la prima cosa che mi ha colpito. L’odore e il calore sprigionato dai corpi. Queste strutture assomigliano molto ai lager nazisti, sono concepite architettonicamente più o meno allo stesso modo. Corridoi in mezzo e stanzoni ai lati - con barriere, delle specie di vasche di cemento – pieni di maiali.

L’odore è forte perché gli animali vivono lì dentro per tutto il tempo. Mangiano, urinano e defecano nello stesso vascone. Hanno ferite aperte, tumori, malattie. Tra loro vivono anche topolini, scarafaggi e altre creature. Talvolta un topolino che corre sui bordi di queste vasche rappresenta un diversivo, una forma di intrattenimento per i più piccoli, che, come tutti i bambini, vorrebbero giocare.

Quando ti vedono, si spaventano. Si ammucchiano tutti insieme in un angolo. Poi qualcuno, curioso (lì dentro non succede mai niente, ogni novità rappresenta quindi un momento di svago), si avvicina. E ti guarda.

Resistere allo sguardo dei maiali è difficile e straziante. Perché loro ti vedono, ti osservano, ti scrutano, ti interrogano. La loro muta domanda ti mostra ciò che sei, ciò che fai. La disperazione che provano è il riflesso del tuo potere su di loro.

Rita Ciatti, Ma le pecore sognano lame elettriche?

 


 

 

 

Please



 

 

 

giovedì 6 maggio 2021

Discorsi inutili

 

Io non voglio sapere più, voglio essere

presente al mondo, ascoltare l’invisibile, il

taciuto, il sussurro che è nel bosco e che

con il vento ci porta al mare e il mare ci

porta al cielo, e dal cielo alle stelle.

Hanno ragione i bambini, i poeti: il mare

non è nient’altro che un cielo rovesciato e

le nuvole montagne vaporose, e poi, poi si

ritorna al bosco.

E solo in mezzo alla nebbia fra le cortecce, io nebbia, 

io corteccia, terra, finalmente terra, 

finalmente terra che respira l’anima del mondo.

 

Antonio Catalano, Discorsi inutili

 



 

 

 

 

martedì 4 maggio 2021

Slow down

 

C'é un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo. Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio

Milan Kundera, La lentezza

 



Sometimes I get overcharged

that's when you see sparks

they ask me where the hell I'm going

at a thousand feet per second

Hey man, slow down, slow down

idiot, slow down, slow down

Hey man, slow down, slow down

idiot, slow down, slow down 

 

 

 

 

 

 

sabato 1 maggio 2021

Conosci te stesso

 

Ma come possiamo essere liberi di guardare e studiare la verità quando le nostre menti dalla nascita alla morte sono regolate da una cultura particolare nel limitato modello dei nostri io?
Per secoli siamo stati condizionati da nazionalità, casta, ceto, tradizione, religione, lingua, educazione, letteratura, arte, costumi, consuetudini, propaganda di ogni tipo, pressioni economiche, dal cibo che mangiamo, dal clima in cui viviamo, dalla nostra famiglia, i nostri amici, le nostre esperienze, ogni forma di influenza che vi viene in mente, e di conseguenza le nostre reazioni a ogni problema sono condizionate.

Siete consapevoli di essere condizionati?
Se vogliamo scoprire ciò che è vero, dobbiamo essere completamente liberi da tutte le religioni, da tutti i condizionamenti, da tutti i dogmi, da tutte le credenze e da qualunque autorità che spinga a uniformarci; il che significa, essenzialmente, essere completamente soli e questo è molto difficile. Non è un passatempo da domenica mattina, in cui fate una bella gita e vi sedete sotto gli alberi per ascoltare qualche sciocchezza. Il nostro problema è come liberare la mente da tutti i condizionamenti, non come condizionarla meglio. Capite?
La maggior parte di noi è alla ricerca di condizionamenti migliori.
Solo una mente libera può scoprire la verità, la realtà, che è al di la delle proiezioni mentali.
Quindi è importante conoscere se stessi. La conoscenza di sè è l’inizio della saggezza.
Conoscere noi stessi significa osservare che cosa pensiamo, che cosa sentiamo, non solo superficialmente, ma con la profonda consapevolezza di ciò che è, senza condanna, senza giudizio, senza valutazione nè comparazione.
Provate e vedrete la straordinaria difficoltà per una mente abituata da secoli a paragonare, condannare, giudicare e valutare, fermare questo intero processo e osservare semplicemente ciò che è.
L’importante è comprendere da soli, non attraverso la guida di altri, il contenuto totale della coscienza, che è condizionata, che è il prodotto della società, della religione, di vari influssi, impressioni, ricordi, comprendere tutti questi condizionamenti ed esserne liberi.
Sto dicendo di conoscervi sempre più in profondità, vedervi come realmente siete, cosa che nessuno può insegnarvi; e non potete vedervi come siete realmente se siete legati da convinzioni, dogmi, superstizioni e paure.


Jiddu Krishnamurti