martedì 29 novembre 2011
venerdì 25 novembre 2011
Questo Paese
Giuliana
C’è chi, scendendo a Termini dopo un lungo viaggio, e vedendo i tamarri, gli sbirri grassi, gli zingari, i tassisti abusivi, i tassisti non abusivi abbrutiti peggio di quelli abusivi, i turisti con la guida in mano e le infradito, le zorre in rosa col piercing al labbro superiore, le paste rancide dietro il vetro dei bar, i preti, i gatti, gli abusivi, le cospirazioni, i palazzi, le auto blu, i ristoranti, le palme marce, i sampietrini, tira un respiro, e, sentendosi finalmente a casa, s’empie il cuore di quest’Italia benedetta da Dio.
C’è chi invece, come Giuliana, si versa addosso un flacone d’alcool etilico e si dà fuoco, salvo essere spenta quasi subito dalla Polfer e cavarsela con sei ore al Pronto Soccorso e un segno in faccia come di pelle più lucida.
( Vanni Santoni, Personaggi precari)
Mi sono rotto, io mi sono rotto,
non ho più voglia di abitare lo Stivaletto
non ha più senso rimanere, grazie di tutto
aspetto ancora fine mese poi mi dimetto
Tanto il mio lavoro è inutile, diciamo futile
essenzialmente rimovibile, sostituibile, regolarmente ricattabile
il mio lavoro è bello come un calcio all'inguine dato da un toro
il mio lavoro è roba piccola fatta di plastica
che piano piano mi modifica, mi ruba l'anima
dice "il lavoro rende nobili", non so può darsi,
sicuramente rende liberi di suicidarsi
e io mi sono rotto, io mi sono rotto,
non ho più voglia di abitare lo Stivaletto
non ha più senso rimanere, grazie di tutto
aspetto ancora fine mese poi mi dimetto
Precario il mondo precario il mondo
flessibile la terra che sto pestando
atipica la notte che sta arrivando volatile la polvere che si sta alzando
Precario il mondo precario il mondo
non è perenne il ghiaccio e si sta sciogliendo, non è perenne l'aria e si sta esaurendo
e d' indeterminato c'è solo il Quando
Precario il mondo si, finchè è normale
ma sembra ancora più precario questo stivale
che sta affondando dentro un cumulo di porcheria
e quelli che l'hanno capito vedi vanno via
e invece tu non l'hai capito, non l'hai capito
e stringi i denti dietro un tavolo dentro a un ufficio
senza nemmeno avere il tempo di guardare fuori
così non vedi che già cambiano tutti i colori
e intorno a te la gente si agita, si muove sempre
qualcuno grida una protesta che nessuno sente
non c'è un futuro da difendere, solo il presente
e anche di quello di salvabile c'è poco o niente
amore mio non ci resisto, io non ci resisto
vorrei convincerti a raggiungermi ma non insisto
tu riesci ancora a non vedere solo il lato brutto
io invece ho smesso, devo andare, grazie di tutto.
Precario il mondo precario il mondo
flessibile la terra che sto pestando
atipica la notte che sta arrivando volatile la polvere che si sta alzando
E allora il tempo si fermerà improvvisamente,
non ho più voglia di abitare lo Stivaletto
non ha più senso rimanere, grazie di tutto
aspetto ancora fine mese poi mi dimetto
Tanto il mio lavoro è inutile, diciamo futile
essenzialmente rimovibile, sostituibile, regolarmente ricattabile
il mio lavoro è bello come un calcio all'inguine dato da un toro
il mio lavoro è roba piccola fatta di plastica
che piano piano mi modifica, mi ruba l'anima
dice "il lavoro rende nobili", non so può darsi,
sicuramente rende liberi di suicidarsi
e io mi sono rotto, io mi sono rotto,
non ho più voglia di abitare lo Stivaletto
non ha più senso rimanere, grazie di tutto
aspetto ancora fine mese poi mi dimetto
Precario il mondo precario il mondo
flessibile la terra che sto pestando
atipica la notte che sta arrivando volatile la polvere che si sta alzando
Precario il mondo precario il mondo
non è perenne il ghiaccio e si sta sciogliendo, non è perenne l'aria e si sta esaurendo
e d' indeterminato c'è solo il Quando
Precario il mondo si, finchè è normale
ma sembra ancora più precario questo stivale
che sta affondando dentro un cumulo di porcheria
e quelli che l'hanno capito vedi vanno via
e invece tu non l'hai capito, non l'hai capito
e stringi i denti dietro un tavolo dentro a un ufficio
senza nemmeno avere il tempo di guardare fuori
così non vedi che già cambiano tutti i colori
e intorno a te la gente si agita, si muove sempre
qualcuno grida una protesta che nessuno sente
non c'è un futuro da difendere, solo il presente
e anche di quello di salvabile c'è poco o niente
amore mio non ci resisto, io non ci resisto
vorrei convincerti a raggiungermi ma non insisto
tu riesci ancora a non vedere solo il lato brutto
io invece ho smesso, devo andare, grazie di tutto.
Precario il mondo precario il mondo
flessibile la terra che sto pestando
atipica la notte che sta arrivando volatile la polvere che si sta alzando
E allora il tempo si fermerà improvvisamente,
e chi si stava amando potrà amarsi per sempre
E allora il tempo si fermerà improvvisamente,
E allora il tempo si fermerà improvvisamente,
e chi si stava odiando dovrà
odiarsi per sempre
odiarsi per sempre
Amore mio non ci resisto, io non ci resisto
vorrei convincerti a raggiungermi ma non insisto
tu riesci ancora a non vedere solo il lato brutto
io invece ho smesso, devo andare, grazie di tutto.
Precario il mondo precario il mondo
non è perenne il ghiaccio e si sta sciogliendo,
non è perenne l'aria e si sta esaurendo
e d' indeterminato c'è solo il Quando
e d' indeterminato c'è solo il Quando
giovedì 24 novembre 2011
Casette
A nido d’ape o a lisca di pesce facciamo una casetta tutta come ci va.
Mettiamo un letto sul pavimento che al mal di schiena ci pensiamo nell’aldilà.
Prendiamo tutti gli accorgimenti, la testa a nord, le gambe 10 gradi a sud-est.
Mettiamo un letto sul pavimento che al mal di schiena ci pensiamo nell’aldilà.
Prendiamo tutti gli accorgimenti, la testa a nord, le gambe 10 gradi a sud-est.
Vieni a vivere come me, vieni a vivere come me, vieni a vivere come me.
Com’è che non ti muovi? Com’è possibile?
Com’è che non ti muovi? Com’è possibile?
Poi fumiamo le sigarette, che a casa nostra non ci vengono mamma e papà.
Mangiamo tutte le scatolette, beviamo birra, andiamo a fare la spesa al discount.
Mangiamo tutte le scatolette, beviamo birra, andiamo a fare la spesa al discount.
Vieni a vivere come me, vieni a vivere come me, vieni a vivere come me.
Com’è che non ti muovi? Com’è possibile?
Com’è che non ti muovi? Com’è possibile?
Mettiamo un disco sul giradisco, baci in cucina, baci in sala, baci in garage.
Facciamo 120 bambini tutti con dei nomi molto particolari,
così gli canto una canzone,
di quelle belle che li fanno addormentare.
Facciamo 120 bambini tutti con dei nomi molto particolari,
così gli canto una canzone,
di quelle belle che li fanno addormentare.
Vieni a vivere come me, vieni a vivere come me, vieni a vivere come me...
sabato 19 novembre 2011
La Notizia Perfetta
I Radiohead saranno in Italia tra il 30 giugno ed il 4 luglio 2012
Ecco le date:
30 giugno: Ippodromo Capannelle – ROMA
01 luglio: Parco delle Cascine – FIRENZE
03 luglio: Piazza Maggiore – BOLOGNA
04 luglio: Villa Manin – CODROIPO (Udine)
venerdì 18 novembre 2011
Personaggi precari
Marina
Marina ha diciassette anni e gli occhi chiari come il mare dell’Elba di fronte al quale è cresciuta. Non si è mai assunta alcuna responsabilità, e lei stessa non si rende ben conto di quanto la sua indolenza faccia soffrire i suoi genitori, né di quanto la sua vaghezza faccia perdere le giornate agli sfortunati che si innamorano di lei e del suo profumo di salsedine.
François
Il vento dolce della Provenza accarezza ogni giorno il corpo vecchio, apparentemente adusto, ma perfettamente funzionante di François. Qualche volta gli fa volare via il basco blu infeltrito.
Claire è morta trentatre anni fa. Loro figlio, Jaqui, nove.
François non ha mai avuto interessi particolari da giovane, figuriamoci ora.
Ma una passione, invero, François ce l’ha: rimanere vivo. Calcolare temperatura, vento, sole, alimentazione, battito cardiaco, colorito, pressione, colesterolo. Centosei anni. In gamba. François ride sotto il sole marzolino.
Ilaria
Ilaria è innamoratissima del suo ragazzo!
Ha riempito le pagine del suo diario di questo concetto! Ha aperto anche un blog per gridare al mondo tutto il suo amore! Si sono conosciuti due settimane fa! L’altro ieri si sono messi insieme! Si sono baciati! Si chiama Mauro! Ha scritto “Mauro” sullo zainetto!
Domani Ilaria scoprirà che il suo ragazzo ha una protesi di plastica ed alluminio al posto della parte inferiore della gamba destra, e rimarrà muta.
Si chiederà se tutto il suo amore stava proprio in quel pezzo di Mauro lì, e si sentirà infinitamente vuota e stronza.
Federico
giovedì 17 novembre 2011
lunedì 14 novembre 2011
Destino
Destino, secondo definizione, è un percorso prescritto. Per la lingua spagnola è più semplicemente arrivo. Per uno nato a Napoli il destino è alle spalle, è provenire da lì. Esserci nato e cresciuto esaurisce il destino: ovunque vada, l’ha già avuto in dote, metà zavorra e metà salvacondotto.
(Erri De Luca, da I pesci non chiudono gli occhi)
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