mercoledì 31 gennaio 2018

Prepararsi al futuro




Tra le cose essenziali che si preparano dentro di noi vi sono gli incontri rinviati. Può trattarsi di luoghi e di uomini, di quadri come di libri. Vi sono città per le quali provo un’attrazione così forte come se fossi predestinato a trascorrervi una vita intera fin dall’inizio. Con mille astuzie evito di andarvi, e ogni volta che si presenta l’occasione di visitarle e vi rinuncio, sento aumentare a tal segno la loro importanza che si potrebbe quasi pensare che io sono ancora nel mondo soltanto per quelle città e che sarei già scomparso da un pezzo se non ci fossero loro che continuano ad aspettarmi. 
Vi sono persone di cui mi piace sentir parlare, e allora ascolto quanto più è possibile e con tale avidità che si potrebbe quasi pensare che in fondo so di loro più di quanto ne sappiano esse stesse – ma evito di guardare una loro fotografia e mi sottraggo ad ogni raffigurazione visiva, come se un divieto particolare e legittimo impedisse di conoscere la loro faccia. Vi sono anche persone che mi incontrano per anni sul medesimo percorso, che mi danno motivo di riflettere e mi appaiono come enigmi di cui sono chiamato a trovare la soluzione, e tuttavia io non rivolgo loro la parola, proseguo in silenzio per la mia strada, come esse fanno con me, e tutt’e due ci scambiamo sguardi interrogativi, tutt’e due teniamo le labbra ben chiuse: io penso a quello che sarà il nostro primo colloquio e mi eccito all’idea di tutte le cose inaspettate che scoprirò allora.
E infine vi sono persone che amo da anni senza che esse possano averne il minimo sospetto, e intanto io divento sempre più vecchio, e ormai deve apparire come un’assurda illusione l’idea che io glielo dica mai, sebbene io viva sempre nell’attesa di questo momento stupendo. Senza questo minuzioso prepararmi al futuro non sarei capace di vivere, e per me, se mi studio attentamente, questi preparativi non sono meno importanti delle improvvise sorprese che arrivano come dal nulla e lasciano senza parola.

Elias Canetti, Il gioco degli occhi 

 



 

Minister for loneliness









Map





Number of active Italian army soldiers per 100,000 from each Italian region. 
 











martedì 30 gennaio 2018










Un passato non passato




Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.


Primo Levi, Un passato che credevamo non dovesse tornare più,
Corriere della sera, 8 maggio 1974







lunedì 29 gennaio 2018

Progresso




Naturalmente la ragione è odiosa, ma perché? Perché dimostra (a quelli che ne hanno il coraggio) che noi, i vivi, siamo fuori dalla vita – completamente fuori. I misteri di un universo fatto di gocce di fuoco e zolle di fango non ci riguardano affatto. Non vale la pena di preoccuparsi del destino di un’umanità condannata, alla fine, a perire per il freddo. Se te lo prendi a cuore, diventa una tragedia insopportabile.
Se credi nel progresso non conoscerai che lacrime, perché la perfezione, una volta raggiunta, deve finire nel freddo, nella tenebra e nel silenzio. Da un punto di vista spassionato l’ardore di riforme e progresso, virtù, conoscenza, e perfino bellezza, è solo un vano aggrapparsi alle apparenze, come preoccuparsi del taglio dei propri vestiti in una comunità di ciechi.
La vita non ci conosce e noi non conosciamo la vita – non conosciamo nemmeno i nostri stessi pensieri. Metà delle parole che usiamo non ha alcun significato, e dell’altra metà ognuno comprende ogni parola secondo il suggerimento della propria follia e presunzione. La fede è un mito e le credenze fluttuano come nebbie sulla costa: i pensieri svaniscono; le parole, una volta pronunciate, muoiono; e la memoria di ieri è altrettanto vaga della speranza di domani – solo la sfilza delle mie banalità sembra non aver fine.

J. Conrad, lettera, in Opere Complete










domenica 28 gennaio 2018

Fallimenti




La vera bontà dell'uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell'umanità, l'esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell'uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri.

M.Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere