giovedì 10 dicembre 2020

La gente che conta


kon-igi:

Continuate a mandarmi ask chiedendomi ‘Cosa pensi di quello che ha detto X’ o ‘Secondo te è giusto quello che afferma Y’ ma voi fraintendete e sopravvalutate la mia persona e il mio in essa contenuto pensiero.

La maggior parte delle volte non ho la minima idea di chi stiate parlando.

Perciò vi faccio un recap del mio umile punto di vista, dal quale vi invito a ricostruire qualsiasi questione mi vorrete porre da qui in avanti. Se avrete ancora voglia di porne.

  • Questa pandemia di Covid-19 era inevitabile, l’ho detto più e più volte e io non sono una cassandra particolarmente esperta e intelligente. Era solo questione di tempo e non sarà certo l’ultima.

  • Questa pandemia di Covid-19 non poteva essere evitata, né in Italia né in alcun altro paese del mondo. Del senno di poi son pieni i coglioni.

  • Chi afferma che se avessero strunfato le criffe per tempo invece di zippolare le cunoppe all’ultimo momento, dovrebbe tornare a guidare taxi, mettere in piega capelli e sfornare pane.

  • Questa pandemia è il cane che vi piscia sul ginocchio sanguinolento mentre piangete seduti accanto alla vostra bicicletta rotta in mezzo alla strada dopo che Gigetto v’ha rubato e bucato il pallone e sapete che vostro padre vi mena di cinghiate se non arrivate per tempo a cena. Davvero è il cane il problema?

  • I gradi di separazione dalla realtà e dalla verità sono proporzionali ai passaggi mediatici della notizia: se un’infermiera inglese ha scorreggiato mentre somministrava il vaccino per il Covid questi sono perlomeno 100 bambini morti per il mercurio sulla pagina FB dell’italiano medio. Voi invece a che punto della catena credete di reperirla questa informazione?

  • Accettate la vostra grande ignoranza. La mia è di poco più piccola della vostra. Non siete abbastanza intelligenti e colti da capirne di medicina, di psicologia, di economia e di politica. Filtrate una realtà lontana da voi ma che parla di voi con la scarsa esperienza condivisa tra quattro amici al bar e quattromila sconosciuti su facebook con cui vi fate le pippe a vicenda.

  • Questo vaccino non serve per non far morire la gente… questo vaccino serve per tenere in vita delle persone. E se non capite la sottile e terribile differenza e continuate ad analizzare le parole di persone il cui unico mandato è quello di tranquillizzare le masse amorfe di cui facciamo parte, allora vi dico che il titolo di questo post è incompleto.  

    Mi sono scordato di aggiungere ‘un cazzo’.

https://kon-igi.tumblr.com/

 

 




martedì 8 dicembre 2020

Tabula rasa

 

Anima fiammeggiante soffoca
smaniosa d'aria non ce la fa
Giorni spremuti e notti
attinti a un pozzo profondo millenni
Il somigliare agli altri non la salva

 

Appare la bellezza mai assillante né oziosa

languida quando è ora e forte e lieve e austera

 

 

 

Emozioni

 

Ma io ne ho già passate due o tre volte di cose simili per poter pensare che un’emozione, soprattutto un’emozione così, un’emozione che ti disturba alla bocca dello stomaco, possa essere smontata. Già due o tre volte, a intervalli di cinque o sei anni la mia testa è partita in quanto ogni tanto una testa parte, deve partire, ne va del suo stare al mondo. Per tornare al mondo veramente, l’ho capito qualche anno fa, le teste devono partire. Per tornare al mondo veramente, la tua vita deve diventare come la steppa, paglia secca e pietre. E tra la paglia secca e le pietre bisognerebbe poter avere pietà di se stessi... È questo che è difficile in generale: l’aver pietà di se stessi in mezzo al compatimento generale. Uno con se stesso invece è sempre spietato quando dovrebbe aver pazienza, poi quando dovrebbe odiarsi è tutto compiaciuto.

Ugo Cornia, Quasi amore

 



 

lunedì 7 dicembre 2020

Street spirit


Cracked eggs, dead birds
Scream as they fight for life
I can feel death, can see its beady eyes
All these things into position
All these things we'll one day swallow whole
And fade out again and fade out again
Immerse your soul in love
Immerse your soul in love

 





Struttura sociale

 

Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così: su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti quanti, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati.
Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo.
Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione.
Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali.
Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.

Max Horkheimer, Il grattacielo, da Crepuscolo. Appunti presi in Germania



 

 

 

Visoni e Covid 19

 


 

 

 

domenica 6 dicembre 2020