mercoledì 6 gennaio 2021
lunedì 4 gennaio 2021
Gennaio
Camminavo sempre più lentamente, guardavo le case, le vie vuote della domenica, gennaio... Mi resi conto, per la prima volta con assoluta chiarezza (la chiarezza dell'aria di gennaio), che quello che rimane non sono momenti eccezionali, non sono avvenimenti, ma appunto qualcosa che non accade. Un tempo libero dalla pretesa di eccezionalità.
Ricordi di pomeriggi nei quali non era successo nulla. Nulla se escludiamo la vita in tutta la sua pienezza.
Il sottile odore del fumo di legna, le gocce, la sensazione di solitudine, il silenzio, lo scricchiolio della neve sotto i piedi, il leggero allarme dell'imbrunire, lento e irrevocabile.
Georgi Gospodinov, Fisica della malinconia
sabato 2 gennaio 2021
Cielo
Da
qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale,
telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non
devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per
osservare il cielo.
L’ho dietro me, sottomano e sulle
palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva
dal basso.
Perfino
le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle
valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è più
che in
un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente
come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo
che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da
cielo a cielo.
Friabili,
fluenti, rocciosi,
infuocati e aerei,
distese di cielo,
briciole di cielo,
folate e cumuli di cielo.
Il cielo è
onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.
Mangio
cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un
abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in
risposta a una domanda.
La
divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di
pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a
un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se
dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e
disperazione.
Wislawa Szymborska














