lunedì 8 marzo 2021

sabato 6 marzo 2021

Andromeda heights

 

We're building a home on the side of a mountain

Above the clouds, next to the sky

And after our labours our stars will be neighbours

We'll take our place with them in space

We're not using concrete or plaster or wood

They'd lower the tone of our new neighbourhood

And mortar will crumble with age and neglect

We're building our home upon love and respect

And when we've built it we'll call it Andromeda Heights

 

 

We're building a home on the side of a mountain

Above the clouds, next to the sky

And after our labours the stars will be neighbours

We'll take our place with them in space

 



 

 

 

Isolation / 2

 

Se uno ha famiglia la faccenda è dura; se è separato è altrettanto dura: «E gli alimenti?», dice la moglie. «Non avrò reddito», risponde l'eremita. «Com'è possibile?», dice il magistrato. Quindi un eremita consiglio sia scapolo. Deve incominciare col disdire luce, gas, acqua, demolire l'auto e la targa, disdire l'appartamento se è in affitto; se è proprietario cosa fa? Lo lascia a un erede; se odia gli eredi lo vende, siamo in una difficile congiuntura per la vendita immobili, il mercato è fermo; lo svende; ma ci vogliono mesi se è fortunato, un anno, o di più; poi notaio, compromesso, rogito eccetera; dei soldi cosa se ne fa? Consiglio di comprare oro e seppellirlo. Dove? Consiglio un angolo appartato del cimitero, consiglio di andare di notte, scavare e poi ricoprire, cancellando la terra smossa con del ghiaino. Un giorno ci sarà un fortunato che scava, che scava magari per seppellirsi, perché ad esempio è rovinato dalle utenze, disperato, sul punto di farla finita, e non volendo dar noia agli altri, va al cimitero e si scava un buco in un angolo… invece trova l'oro. Chissà che non ci ripensi.

Ma tornando al nostro eremita, bisogna che vada all'ufficio imposte: Non avrò più reddito, né residenza, né niente. È possibile che si insospettiscano. «Chi la mantiene?». «Nessuno». «Cosa scriviamo? Vagabondo?». «No, eremita». «Non è nella tabella, e poi ci vorrà un patentino; in che Comune intende esercitare?». «Dove mi porta il caso». «Per noi non è sufficiente, manderemo degli accertamenti». «Vorrei restituire il codice fiscale». «Non è possibile, il codice si estingue con la morte». «Mi dichiaro morto». «Non faccia lo spiritoso, lei vuole evadere, i soldi della casa li ha messi all'estero, ci dica dove!». Come si vede questo è uno scoglio sempre difficile.

Ma supponiamo che riesca a scappare da tutto; supponiamo, perché è molto difficile. A questo punto dove va a fare l'eremita? Dove si sistema? Può andare su terreni demaniali, come i greti dei fiumi, montagne, spiagge; alle spiagge però è meglio rinunci perché sono il maggior luogo di turismo estivo e la solitudine sarebbe difficile; ma anche al fiume o alla montagna arriverebbe una guardia a denunciarlo per campeggio abusivo. Notate che se si fa un orticello verrebbe multato, se raccoglie funghi a raccolta regolamentata sarebbe multato, se raccoglie legna verrebbe multato, non parliamo poi se accende un focherello. Una capanna? Abuso edilizio. Ha le fognature? Le altezze? L'indice di risparmio energetico? Il garage? E i rifiuti? L'eremita fa la raccolta differenziata? Distingue il secco dall'umido? E la plastica? Le pile? I medicinali scaduti?
Un eremita non vorrebbe appartenere a nessuno Stato. A quanto mi risulta tutte le terre sono state divise, anche l'Antartide; e c'è il progetto di dividere in lotti la Luna. Unica possibilità il mare aperto, acque internazionali; per far l'eremita al giorno d'oggi bisogna avere una barchetta e non toccare mai terra; recuperare i legni alla deriva per fare occasionali riparazioni; mangiare pesce, che fa bene, alghe, che fanno bene (e fan dimagrire); si rischia lo scorbuto; si rischia di essere scambiati per barchini pirati, su cui c'è libertà di far fuoco. Ci sono le tempeste, in pieno Oceano sono furiose; ma finora il vento non è sotto brevetto, né è considerato bene demaniale. E tuttavia abbandonandosi al vento si finisce prima o poi su un continente e dunque in uno stato territoriale, un eremita sarà classificato immigrato clandestino, finirà in un campo profughi, dove si sta ammassati, il contrario dell'eremitaggio, si riceve un numero, e siamo daccapo. «Da dove vieni?». «Non lo so». «Sei recidivo?». «Non lo so». «Di chi era l'imbarcazione?». «Mia». «Ah! bene! Da chi prendi ordini?». Denuncia per tratta d'immigrati, senza bandiera, senza patente nautica eccetera, eccetera. Quindi consiglio: vivere in acque internazionali, anche se è difficile; si campa poco, ma quando l'oceano è tranquillo, si è mangiato un pesce, si è bevuto acqua piovana, si è trovato un po' d'insalata alla deriva, e viene la notte, allora ci si distende in fondo alla barca, e si guarda l'immenso cielo, che finora non è vietato guardare, né ci vuole un biglietto d'ingresso, un abbonamento, un canone, una licenza o la partita Iva. Ma questo è ciò che ci distingue dalle formiche, che sono sempre connesse in una loro rete a molecole chimiche.

Ermanno Cavazzoni, Lasciatemi fare l'eremita 

 


 

 


Kindness

 


 

 

 

Elytra

 

Elytra di Radhika Dhumal, Elytra, inspired by the wings of a beetle

 


 

Stay at home reading

 


 

 

 

 

Shù

 

Il Maestro disse: «Maestro Zeng, lungo la mia Via vi è un filo che tutto unisce.» Il Maestro Zeng rispose: «Capisco.» Quando il Maestro se ne andò, gli altri domandarono: «Cosa intendeva dire?» Il Maestro Zeng rispose: «La Via del Maestro consiste nell’agire con la massima lealtà e non imporre agli altri quel che non si desidera per sé; null’altro.»

(Dialoghi, IV, 15)

 

All’interno dei Dialoghi, vi è un unico carattere ad esprimere la Regola d’oro confuciana, cioè la frase “non imporre agli altri ciò che non desidereresti per te stesso”: Shù. Il carattere Shù, che compare nell’immagine, è composto da due caratteri con significato proprio: nella parte superiore vi è ru, che significa “essere come” e nella parte inferiore vi è xin, il “cuore-mente”. Esso indica quindi un modo di agire che sia in accordo con il cuore-mente.

Confucio. Dialoghi, a cura di Tiziana Lippiello