giovedì 3 marzo 2022

Girotondo

 







Yelena

 

Questa donna grandiosa si chiama Yelena Osipova, ha 80 anni.
Era solo una bambina quando è sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado.
Oggi, una vita dopo, è scesa in piazza con un coraggio infinito nell’attuale San Pietroburgo insieme a tantissimi giovani per manifestare contro Putin e questa guerra assurda, senza senso.
In mano teneva un cartello che recita:
“Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe”.
Per questo cartello, per questa protesta pacifica e civile, è stata arrestata e portata via dalla polizia russa di fronte agli occhi e alle telecamere di tutto il mondo.
Che donna straordinaria. Un simbolo planetario di Resistenza.
La Storia giudicherà tutto questo, e sarà senz’appello.
Lorenzo Tosa 

 


 

 

domenica 27 febbraio 2022

Il mare

 

A me, il mare ha invaso l’infanzia come invade le spiagge della riviera francese, nelle notti di luna. Sono venuto su con questo spettacolo negli occhi. Allaga ancora adesso ogni ricordo e lo riduce a una finestra spalancata. Lo spazio deserto, il limite che non si può misurare. Il mare ti insegna a fissare il vuoto.
È la terra che io non so guardare: il profilo morbido delle colline, l’ostacolo di una montagna, l’aria rassicurante delle città. Ho bisogno sempre di avere un orizzonte di fronte, ma questa necessità mi espone a molte insidie. Vorrei poter imparare che il paesaggio più necessario è quello dove si fermano le cose, e si possono toccare. Avere l’appiglio contadino di un oggetto, l’ombra di una presenza intorno. E invece ho nella testa sempre questo gioco di correnti, questa esagerazione di sogni e di incubi, tra l’aiuto degli dei e le orche assassine. 

Fabio Stassi, La lettrice scomparsa

 


 

 

 

Hope

 

 








sabato 26 febbraio 2022

Limite

 

 Chi è che sa di che siamo capaci tutti

vanificato il limite oramai

 






Uomini

 

Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,
e il primo bacio e la prima battaglia
Tutto questo egli porta con sé.
Rimangono certo i libri, i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.
Certo, molto è destinato a restare,
eppure sempre qualcosa se ne va.
È la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.

Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, Uomini






giovedì 24 febbraio 2022