Questa
donna grandiosa si chiama Yelena Osipova, ha 80 anni.
Era solo
una bambina quando è sopravvissuta all’assedio nazista di
Leningrado.
Oggi, una vita dopo, è scesa in piazza con un
coraggio infinito nell’attuale San Pietroburgo insieme a tantissimi
giovani per manifestare contro Putin e questa guerra assurda, senza
senso.
In mano teneva un cartello che recita:
“Soldato,
lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe”.
Per questo
cartello, per questa protesta pacifica e civile, è stata arrestata e
portata via dalla polizia russa di fronte agli occhi e alle
telecamere di tutto il mondo.
Che donna straordinaria. Un
simbolo planetario di Resistenza.
La Storia giudicherà tutto
questo, e sarà senz’appello.
Lorenzo Tosa
A
me, il mare ha invaso l’infanzia come invade le spiagge della
riviera francese, nelle notti di luna. Sono venuto su con questo
spettacolo negli occhi. Allaga ancora adesso ogni ricordo e lo riduce
a una finestra spalancata. Lo spazio deserto, il limite che non si
può misurare. Il mare ti insegna a fissare il vuoto.
È la
terra che io non so guardare: il profilo morbido delle colline,
l’ostacolo di una montagna, l’aria rassicurante delle città. Ho
bisogno sempre di avere un orizzonte di fronte, ma questa necessità
mi espone a molte insidie. Vorrei poter imparare che il paesaggio più
necessario è quello dove si fermano le cose, e si possono toccare.
Avere l’appiglio contadino di un oggetto, l’ombra di una presenza
intorno. E invece ho nella testa sempre questo gioco di correnti,
questa esagerazione di sogni e di incubi, tra l’aiuto degli dei e
le orche assassine.
Fabio Stassi, La lettrice scomparsa
Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,
e il primo bacio e la prima battaglia
Tutto questo egli porta con sé.
Rimangono certo i libri, i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.
Certo, molto è destinato a restare,
eppure sempre qualcosa se ne va.
È la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.
Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, Uomini