mercoledì 13 ottobre 2021

Orrore allevamenti

 

Vitellini separati dalla madre subito dopo la nascita, isolati in minuscoli box di dimensioni esigue e colpiti e maltrattati dagli operatori dell’allevamento. Sono immagini terribili quelle raccolte da Essere Animali che in nuova investigazione, è entrata sotto copertura all’interno di un allevamento di mucche da latte produttore di Grana Padano, il formaggio DOP più consumato al mondo.

Nella video-indagine, l’organizzazione documenta le condizioni dei vitelli in un allevamento di mucche da latte situato in Lombardia, in provincia di Bergamo che produce come dicevamo, Grana Padano con il caseificio a fianco alle stalle, al cui interno vi sono 2.700 animali, tra mucche e tori, oltre che circa 300 vitelli.

Essere Animali documenta il parto di una mucca e la nascita del vitello, che avviene mediante l’utilizzo di una corda tirapiedi, legata alle zampe anteriori dell’animale per facilitarne la fuoriuscita. Il vitello appena nato viene trascinato per alcuni metri all’interno del recinto e allontanato subito dalla madre. Ma non solo. In un’altra scena, un operatore mostra all’investigatore sotto copertura come spostare i vitellini: un animale nato da poche ore viene caricato senza alcuna cura su una carriola e immobilizzato in una posizione innaturale, accavallandogli una zampa anteriore attorno al collo.

In tutti gli allevamenti intensivi, i vitelli appena nati sono separati dalla madre al momento della nascita e rinchiusi in recinti individuali. Allontanando i vitelli si agevolano le operazioni di mungitura quotidiana di migliaia di mucche, il cui latte viene così interamente destinato al mercato, o come in questo caso alla produzione di Grana Padano. Ma la pratica porta con sé non solo danni comportamentali sugli animali, ma anche problemi fisici.

Inoltre, i surrogati del latte con cui vengono alimentati i vitellini sono volutamente mancanti di fibre e ferro per l’intero periodo di ingrasso, in modo che gli animali crescano sviluppando un’ anemia che conferisce alla loro carne caratteristiche considerate più apprezzate dai consumatori. Essere Animali ha, infine, documentato che gli operatori colpiscono ripetutamente con calci e schiaffi gli animali.

"Cambiare è possibile, considerato anche il crescente numero di cittadini europei che chiedono maggiori standard di benessere per gli animali allevati. Per questo, assieme a 77 ONG di tutto il mondo, esortiamo la Commissione Europea a una completa revisione della legislazione sulla protezione degli animali da allevamento”, spiega ancora il presidente.

Con la campagna No Animal Left Behind, coordinata da Eurogroup For Animals, le organizzazioni chiedono di i consentire il contatto tra il vitello e la madre per almeno le prime otto settimane di età, di fornire condizioni abitative che soddisfino le esigenze comportamentali dei vitelli, i quali dovrebbero essere allevati in gruppi e avere accesso ad aree all’aperto.

"Abbiamo un’opportunità unica, entro settembre possiamo convincere la Commissione Europea a intraprendere una completa revisione della legislazione sulla protezione degli animali da allevamento, e fornire una miglior protezione per i vitelli ed altre specie. Noi chiediamo standard di benessere più elevati, che non lascino indietro nessun animale”, dichiara Reineke Hameleers, Direttore di Eurogroup for Animals.

https://www.greenme.it/informarsi/animali/allevamento-vitelli-grana-padano/









martedì 12 ottobre 2021

Columbus Day

 

Nel 1492 i nativi scoprirono di essere indios,
scoprirono di vivere in America,
scoprirono di essere nudi,
scoprirono che esisteva il peccato,
scoprirono di dovere obbedienza a un re e una regina di un altro mondo e a un dio di un altro cielo,
e che questo dio aveva inventato la colpa e i vestiti,
e aveva comandato di bruciare vivo chi avesse adorato il sole, la luna, la terra e la pioggia che bagna

Eduardo Galeano

 




sabato 9 ottobre 2021

Dialoghi del presente


 Luciano Cilio, Napoli 1950 – Milano 1983

Cilio cercava una musica che non fosse stata ancora ascoltata, che non si potesse trovare già pronta in scatola. Composti già nel ‘69, i suoi "Dialoghi del presente" videro la luce soltanto nel ‘77 per la EMI; rimarranno l'unica pubblicazione in vita di Luciano Cilio. Ovviamente introvabili, sono stati ripubblicati qualche anno fa in un cofanetto che è una vera e propria perla: "Dell'universo assente" (ed. Die Schachtel), a cura di Girolamo De Simone, allievo di Cilio, pianista e direttore della rivista di musiche contemporanee Konsequenz.

www.nazioneindiana.com

 







venerdì 8 ottobre 2021

Rifiutare

 

In certe occasioni, di fronte agli eventi, noi sappiamo di dover rifiutare. Il rifiuto è assoluto, categorico. Non si discute, né sente ragioni. Anche quando, se occorre, si palesa solitario e senza parole alla luce del sole. Gli uomini che rifiutano, legati dalla forza del rifiuto, sanno di non essere ancora insieme. Il tempo dell’affermazione comune, per l’appunto, gli è stato tolto. Ciò che gli resta è il rifiuto irriducibile, l’amicizia di questo No sicuro, irremovibile, rigoroso, che li rende uniti e solidali.
Il movimento del rifiutare è raro e difficile, benché costante e uguale in ciascuno di noi dal momento in cui lo facciamo nostro. Perché difficile? Perché ci occorre rifiutare non solo il peggio, ma anche una parvenza di ragione, una soluzione che ci dicono felice e addirittura insperata. (…)
Ciò che rifiutiamo non è senza valore, né senza importanza. È proprio per questo che il rifiuto è necessario. C’è una ragione che non accetteremo più, c’è un’apparenza di saggezza che ci fa orrore, c’è un’offerta di accordo e di conciliazione che non ascolteremo. Si è prodotta una rottura. Siamo stati condotti a questa franchezza che non tollera più la complicità.
Quando noi rifiutiamo, lo facciamo attraverso un movimento senza disprezzo, senza esaltazione e, per quanto è possibile, anonimo, perché il potere di rifiutare non si compie con noi stessi, né soltanto in nostro nome, ma a partire da un inizio assai semplice che appartiene innanzi tutto a chi non può parlare.

Maurice Blanchot



 

Limits

 


 

 

 

 

sabato 2 ottobre 2021

Be the change

 

"Avevo dodici anni e vivevo con mio nonno quando un giorno, tornando da scuola, gettai via un mozzicone di matita. Invece di comprarmene una nuova, il nonno mi esortò a tornare indietro e recuperare quella che avevo buttato. Ero ancora piccolo e l’idea mi sembrò ridicola; obbedii, ma senza capire il perché di quella richiesta. Mi dissi che, quando avesse visto quant’era consumato il mozzicone di matita, persino il nonno avrebbe dovuto ammettere che non era più utilizzabile. Invece no: (…) anche un oggetto piccolo come una matita richiede l’impiego di molte risorse del pianeta, oltre al tempo e all’impegno investiti nella sua produzione. Perciò gettare via un oggetto ancora utilizzabile è un atto doppiamente violento: contro la natura, perché ne sprechiamo le risorse, e contro l’umanità, perché lo stile di vita dispendioso di alcuni contribuisce a perpetuare la povertà degli altri. Definì questo genere di comportamenti come violenza passiva. È una violenza così diffusa, mi fece notare, che abbiamo smesso di considerarla tale…"

Arun Gandhi

Il nonno di questo aneddoto era Mohandas Karamchand Gandhi, nato il 2 ottobre 1869.

 



Ottobre

 

 

Riposate – alberi.
Cade azzurra l’estate
dentro i pozzi. Nel freddo
d’un’acqua di cielo
e la luce, perdute le potenze
giace nel pesto d’un mattino
mesto. Oggi, due di ottobre
finiscono le calde feste.

È arrivato qualcosa che resta, ora,
e ci buttiamo dentro le lane
qualcuno nelle tane dorme già -
l’ape si appresta a chiudere le porte.
Non uscirà. Nel buio sta
dell’alveare. E noi un poco ci doliamo
e un po’ torniamo alla felicità
raccolta dei fogli, delle carte.

Mariangela Gualtieri