venerdì 18 ottobre 2019

Dashrath Manjhi


La storia arriva dalla città di Gaya, più precisamente dal sobborgo di Gehlaur, più precisamente ancora dal quartiere di Atri. Qui, nel 1934 nacque un certo Dashrath Manjhi, e questa è la sua storia.
All’epoca, a Gehlaur, il quartiere di Atri e quello di Wazirganj, distanti in linea d’aria poco più di un chilometro, erano separati da un’alta montagna, che costringeva chi doveva spostarsi da un punto all’altro a camminare per oltre 70 chilometri per aggirare l’ostacolo, oppure a provare a passare in mezzo, scalando da un lato e ridiscendendo dall’altro.
Un giorno la moglie di Dashrath Manjhi deve andare da Atri a Wazirganj: prova a passare in mezzo alla montagna, cade, si fa male. È viva per miracolo. L’uomo capisce che così non si può andare avanti, che quella piccola comunità rurale deve risolvere quel problema, seppure sia praticamente senza mezzi.
Dashrath Manjhi non si perde d’animo, e decide di arrangiarsi con quello che ha: tempo libero (lavora nei campi dalle 8 alle 13 circa), tanta forza di volontà e le sue mani. Mani che arma con martello e scalpello, con cui decide di scavare un passaggio in mezzo alla montagna. Letteralmente.
È un giorno non precisato del 1960, ma non ha importanza che giorno sia, perché l’impresa di Manjhi dura talmente tanto che le date perdono significato: ogni giorno, tutto il giorno, spesso anche la notte, si piazza alla base della montagna e incomincia a scavare. E va avanti per 22 anni.
Va avanti sino a quando arriva a Wazirganj, senza camminare oltre 70 chilometri, senza scalare nessuna montagna, ma letteralmente bucandola: in 22 anni, Dashrath Manjhi riesce a creare dal nulla una “strada” lunga 110 metri e larga 9, sufficiente per permettere il passaggio di persone, animali e carri. Praticamente da solo, tranne che negli ultimi anni, quando i suoi increduli concittadini capiscono che la sua impresa può avere davvero successo.
Manjhi è morto il 17 agosto del 2007, ma il suo lavoro parla per lui: la strada che ha scavato è addirittura visibile dal satellite e si riconosce senza problemi sulle mappe di Google Maps.








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