lunedì 3 novembre 2014

Come autogiudicarsi



COME AUTOGIUDICARSI CON OBIETTIVITÀ E, EVENTUALMENTE, PUNIRSI

 

Una cosa che mi ha sempre stupito è come tutti siano sempre convinti di essere nel giusto. Certo ci sono anche quelli che fanno cose ingiuste sapendo di farle e ci provano gusto, ma sono pochi. Si chiamano sadici. Ogni tanto qualcuno di loro prende il potere e rade al suolo mezzo pianeta, ma per fortuna non succede spesso, solo due o tre volte al secolo. Per il resto ognuno, chiunque sia, qualsiasi cosa abbia fatto nella vita, anche la più terribile, è sempre convinto di essere uno dei rarissimi casi di persona giusta in un mondo di carogne. 
Il motivo è semplice: ognuno ha sempre una valida ragione per spiegare a se stesso quello che fa (evado le tasse perché sono troppe, picchio i figli per educarli, uccido la gente per migliorare il mondo), mentre quando giudica gli altri giudica solo le azioni e ignora le ragioni (evade le tasse perché è una carogna, picchia i figli perché è una carogna, uccide la gente perché è una carogna). Fa sempre impressione vedere come uno usi tutte le cautele e i riguardi quando giudica se stesso e poi con gli altri vada giù piatto come uno zerbino. Ogni tanto bisognerebbe provare a fare il contrario.
Così succede che per quanto uno sia convinto di essere giusto, buono e sexy, esiste sempre almeno una persona che invece lo considera una carogna. Dico “almeno una persona”, ma in realtà di solito sono molte di più, all’incirca tutti gli altri. Quindi la domanda è: come si fa a sapere se si è veramente giusti o se, come tutti, si dà solo per scontato di esserlo?
Un modo c’è: basta chiedersi “come mi troverei in un mondo dove tutti si comportassero esattamente come me?”. Se la risposta è “bene” allora sono giusto, se è “male” sono ingiusto, se è “mio dio che banalità” sono ingiusto e ipocrita. Facile, no?
Esempio. Sei solito urlare, battere i pugni sul tavolo e inzupparti la maglietta di saliva appena qualcuno ti dà torto? Non c’è niente di cui vergognarsi, lo fanno anche i neonati. Ora immagina che la stessa cosa la facciano gli altri con te. “Beh, ma io faccio così perché ho ragione, gli altri invece lo fanno quando hanno torto”. Perfetto, questa è precisamente la tipica risposta di una persona ingiusta. Una persona giusta avrebbe detto “mi piace da matti, adoro la gente che mi sfonda i timpani di insulti e, se proprio devo dirla tutta, il massimo è quando mi fracassano il boccale di birra sul naso”.
Chi fa le cose di cui è solito lamentarsi (evadere, picchiare, uccidere), non importa quanto siano valide le ragioni per cui le fa, è lui stesso una delle carogne che tanto disprezza, e lo è proprio secondo i suoi stessi criteri di giudizio. È triste riconoscerlo, lo so, ma se ne può comunque ricavare qualche soddisfazione, per esempio si può mettere la testa fuori dal finestrino e sputare contro vento.

Smeriglia







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