lunedì 24 ottobre 2016

Cosa indossiamo




L'angora usata per produrre capi d'abbigliamento pregiati, nasconde una terribile realtà. I conigli produttori, morbidi e molto sensibili, sono batuffoli bianchi che vengono brutalmente torturati per il loro manto. Mentre sono ancora perfettamente coscienti, gli viene letteralmente strappata la pelliccia. Una procedura da brividi, denunciata da tempo dall’associazione animalista tedesca Peta. Abbiamo scelto di non mostrare le immagini di un video girato di nascosto dal team di animalisti infiltrati all'interno di un allevamento: davvero troppo cruento. Ma la foto che pubblichiamo è già durissima.
Vi basterà sapere che ogni tre mesi tra grida di dolore e terrore gli animali vengono immobilizzati su delle assi di legno con le zampe legate e dopo la cruenta «tosatura» vengono scaraventati in minuscole, sporche e vuote gabbie senza nemmeno la compagnia vitale di altri conigli. Quando raggiungono un'età che varia tra i 2 e i 5 anni, quelli che sono sopravvissuti vengono appesi a testa in giù, le loro gole vengono tagliate e i loro corpi venduti.
I poveri conigli si dimenano con tutte le loro forze, finendo irrimediabilmente feriti dalle lame affilate mentre lottano disperatamente per fuggire. È da questa violenza che viene il 90% di maglioni, guanti, sciarpe e cappelli che contengono angora. Molte case di moda per fortuna hanno messo al bando l'uso di angora. Ma sono ancora tanti, troppi quelli che se ne servono.
Ognuno di noi può fare qualcosa per fermare questa barbarie: basta non comprare capi sporchi di sangue.
 
[fonte: Il Mattino]





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