martedì 13 agosto 2019

Vista



La villa era in cima a un colle. Dalla terrazza sul davanti si godeva una splendida veduta di Firenze; dietro c'era un vecchio giardino, con pochi fiori ma con begli alberi, siepi di bosso tosato, vialetti erbosi e una grotta artificiale dove una cascatella d'acqua sgorgava fresca e argentina da una cornucopia. Costruita nel '500 da un nobile fiorentino, la villa era stata venduta dai suoi impoveriti discendenti a certi inglesi, e costoro l'avevano data temporaneamente in prestito a Mary Panton.
(…) Adesso, in giugno, quando stava a casa, Mary passava buona parte della giornata sulla terrazza, da cui vedeva le cupole e le torri di Firenze, oppure nel giardino sul retro.
Nelle prime settimane del suo soggiorno aveva dedicato molto tempo ai monumenti, aveva trascorso mattinate piacevoli agli Uffizi e al Bargello, visitato le chiese e vagabondato a caso per le vecchie vie; ma adesso scendeva di rado a Firenze, salvo per andare a pranzo o a cena con amici. Si contentava di starsene in giardino, a leggere un libro, e se aveva voglia di uscire preferiva salire sulla sua Fiat e girare per la campagna. Niente superava l'incanto di quel paesaggio toscano, con la sua raffinata semplicità; e quando gli alberi da frutto furono in fiore, e i pioppi si ammantarono di foglie, di un color tenero esultante tra il perenne grigioverde degli ulivi, lei si era sentita nell'animo una leggerezza che aveva creduto le fosse per sempre preclusa.

W. Somerset Maugham, In villa 







 

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