giovedì 9 aprile 2015

Impostore



Per tutta la vita sono stato un impostore. E non esagero. Ho praticamente passato tutto il mio tempo a creare un’immagine di me da offrire agli altri. Più che altro per piacere o per essere ammirato. Forse è un po’ più complicato di così. Ma se andiamo a stringere il succo è quello: piacere, essere amati. Ammirati, approvati, applauditi, fa’ un po’ tu. Ci siamo capiti. A scuola andavo bene, ma alla base di tutto il motivo non era imparare o migliorarmi ma solo fare bene, ottenere buoni voti, entrare nelle squadre sportive e fare la mia bella figura. Avere una buona pagella o le iniziali dell’università da sfoggiare. Senza grande soddisfazione perché avevo sempre il timore di non aver fatto abbastanza bene. La paura mi faceva sgobbare come un mulo, per fare sempre bene e riuscire a ottenere quello che volevo. Adoperando tutto questo tempo e quest’energia per creare una certa immagine di me e ricevere  quell’approvazione o quell’accoglienza che poi però non mi dava niente perché non aveva niente a che fare  con chi ero realmente dentro, e mi facevo schifo per essere sempre un tale impostore, ma sembrava che non potessi farne a meno. 


David Foster Wallace, da Caro Vecchio Neon, in "Oblio"


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