mercoledì 24 luglio 2019

Malattia



La distanza che si crea fra i sani e i malati mette alla prova i rapporti fra le persone. La malattia rompe un ordine, ma ne crea uno suo e con quel passaporto l'ammalato entra in un altro mondo, dove la logica dei sani, del mondo di fuori, diventa irrilevante, assurda, a volte anche offensiva.
Una delle belle conseguenze dell'essere malato è il recedere dei desideri, quell'inconsapevole sapere che davvero non vale la pena comprarsi ancora un paio di scarpe o andare a un'asta di tappeti. Chi è sano non può capire chi è malato ed è giusto che sia così. 
Fra i malati c'è un'immediata fratellanza. L'"io", che altrove ha sempre bisogno di affermarsi, di difendersi, lì in ospedale era tranquillo. Una volta varcata la soglia e la zaffata d'aria calda che tiene fuori il freddo mondo degli altri, non c'è più bisogno di dire chi si è, o meglio chi si era, il mestiere che si fa o si faceva. La malattia è il grande equalizzatore. 
 
T.Terzani, Un altro giro di giostra



 

Nessun commento:

Posta un commento