domenica 20 agosto 2017

Topsy e Mary, elefantesse




Topsy era nata libera in India molti anni prima della sua morte. E non si era mai rassegnata al destino infausto che l’aveva vista catturata, venduta e portata negli Stati Uniti dov’era diventata, suo malgrado, una delle attrazioni principali del circo Forepaugh. L’avevano fatta esibire un po’ ovunque e alla fine dei suoi ventotto anni di carriera era finita nel Luna Park di Coney Island, dove i suoi compiti erano diventati portare in groppa le persone e muovere i materiali da costruzione. Topsy però non ci stava a fare questa vita infame e così come ogni prigioniero piegato nel corpo ma non nello spirito continuava a ribellarsi ai suoi carcerieri. E lo faceva senza paura delle conseguenze che avrebbe pagato. Per questo uccise tre dei suoi guardiani, l’ultimo le aveva spento una sigaretta in bocca.
Le autorità decisero che l’elefantessa andava soppressa. Ci provarono con il veleno, e meditarono di impiccarla. Quando erano sul punto di farlo giunse in loro soccorso Thomas Edison, che propose di ucciderla mediante elettrocuzione. Non era la prima volta che lo scienziato uccideva animali in questo modo, e già da tempo era entrata in funzione la sua ultima invenzione: la sedia elettrica. Tuttavia la morte di Topsy rappresentava per lui un’occasione unica per infliggere al rivale George Westinghouse un duro colpo. Si combatteva, infatti, in quegli anni la cosiddetta “guerra delle correnti”. Da una parte Edison, inventore della corrente continua, dall’altra appunto Westinghouse e Tesla sostenitori di quella alternata. In ballo non c’era il primato scientifico ma il controllo delle infrastrutture elettriche americane, con tutto ciò che ne conseguiva dal punto di vista economico. In questa guerra senza esclusione di colpi Edison era desideroso di dimostrare la pericolosità della corrente alternata e così proprio per screditare i suoi rivali la utilizzò per l’assassinio di Topsy.
L’esecuzione, immortalata in un macabro filmato dal titolo "Electrocuting an Elephant", fu portata a termine il 4 gennaio 1903 al Luna Park di Coney Island di fronte a circa 1500 persone. Ci vollero pochi secondi perché la folgorazione spezzasse la vita dell’elefantessa. Edison fece circolare il filmato in tutti gli Stati Uniti ma perse lo stesso la sua battaglia contro Westinghouse.
Edison il grande inventore, Edison il padre dell’elettricità, Edison lo scienziato del futuro. Edison il ladro di idee, Edison il creatore della sedia elettrica, Edison il boia di Topsy, l’elefantessa colpevole di aver spezzato troppe volte le sue catene. 



Mary era nata libera. E libera voleva tornare.
Per questo non si era mai rassegnata a vivere in cattività, nelle gabbie di quel circo che la tenevano prigioniera tra uno "spettacolo" e l'altro: il circo di Charlie Sparks, impresario di secondo piano, che aveva comprato lei e altri quattro elefanti per farne le attrazioni principali della sua carovana itinerante. 12 vetture contro le 40 dei suoi colleghi più famosi, il circo di Sparks risultava piuttosto modesto. L'unica vera attrazione era Mary, addestrata a colpi di frusta a soffiare in strumenti che riproducevano diverse melodie, a lanciare la palla in un cesto, a farsi camminare sulla testa un branco di circensi.
L'11 settembre 1916 Sparks piantò il suo tendone a Clinch River Valley, in Virginia. Qui assunse come domatore un certo Walter "Red" Eldridge, ex bidello disoccupato senza alcuna esperienza nel settore. Il giorno seguente portò il circo in Tennessee, a Kingsport. Durante la parata che precedeva gli spettacoli Red cavalcò Mary e la colpì ripetutamente con un bastone. Alla fine della sfilata gli elefanti vennero portati in un fosso per essere innaffiati. Qui Mary, dopo le ennesime violenze, prese Red con la proboscide e lo lanciò in aria. Appena il corpo dell'uomo toccò terra l'elefantessa lo calpestò lasciandolo senza vita. La folla che seguiva il corteo scappò in preda al panico verso tutte le direzioni. Una volta ripreso il controllo dell'elefante, Sparks, accerchiato da una folla inferocita di cittadini locali, dovette acconsentire all'assassinio del suo più importante investimento. Così decise di compensare la perdita economica allestendo un macabro spettacolo.
Il 13 settembre, sotto la pioggia battente, Mary fu portata in catene alla stazione ferroviaria di Erwin. L'attendevano 2500 persone venute apposta per vederla penzolare dalla forca più grande mai costruita: una gru in grado di sollevare i vagoni più grandi. Mary fu agganciata al patibolo e sollevata. Si dimenticarono di sganciarle i piedi dai binari. La sua agonia fu lunga e dolorosissima. Anche perché le sue cinque tonnellate ruppero il peso della catena. Cadde a terra e rimase paralizzata per la rottura delle anche. Fu nuovamente agganciata e risollevata. Mori così, soffocando tra i lamenti. Intorno la gente rideva. Il giorno seguente numerosi giornali parlavano di Mary l'assassina, Mary la sanguinaria, Mary la belva malefica.
Bertolt Brecht scriveva: "tutti a dire della violenza del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono."
Mary non era un'assassina, Mary lottava per la sua libertà.


 









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